Confienza, quattro arresti per il tentato omicidio
Paolo FizzarottiSandro Barberisconfienza. Non si era trattato di un semplice pestaggio punitivo: secondo gli inquirenti quei cinque il 20 settembre scorso volevano uccidere Giuseppe Pedalino. Il peggio è stato evitato solo perché il quinto componente del «commando», una donna, ha capito che si stava esagerando e ha fisicamente tolto la pistola dalle mani del complice. Per questo motivo i suoi quattro complici sono stati arrestati per tentato omicidio e porto di armi e oggetti atti ad offendere, lei se l'è cavata con una denuncia a piede libero per gli stessi reati. le forze in campoI carabinieri della compagnia di Vigevano, agli ordini del maggiore Emanuele Barbieri, hanno arrestato e portato in carcere Michele Panetta, 40 anni; Giuseppe Morelli, 32 anni; Giorgio Rossetti, 40 anni; Miguel Palumbo, 39 anni. Abitano tutti a Confienza. La donna si chiama R.C., ha 58 anni e abita anche lei a Confienza: è la madre di uno degli arrestati, e proprio per questo ha impedito al figlio di uccidere. L'indagine è stata condotta dalla procura di Pavia; gli ordini di carcerazione sono stati firmati dal Gip Carlo Pasta. Per arrestarli, ieri mattina alle 6, è scattato un blitz che ha coinvolto 50 carabinieri, con 20 automezzi; il nucleo elicotteri; due unità cinofile antidroga di Casatenovo (Lecco) e due specializzate invece nel rintraccio di ricercati, giunte da Orio al Serio (Bergamo). «L'indagine è stata ostacolata da un clima di terrore creato dai cinque in paese - hanno spiegato gli investigatori. - Gli arrestati erano così sicuri di sé da agire in pieno giorno, in mezzo al paese, senza preoccuparsi di essere visti. La gente non parlava per paura e quindi abbiamo dovuto ricorrere a pedinamenti e intercettazioni dei sospettati». I carabinieri stanno continuando le perquisizioni. Finora sono stati trovati la pistola, una Tanfoglio 9x21; munizioni varie; 50 grammi di cocaina; 15 di marijuana; e il necessario per confezionare le dosi. In casa di uno degli arrestati è stata trovata una bandiera con l'immagine della Madonna di Polsi, cui la 'ndrangheta è devotissima.Panetta e Morelli sono di origine calabrese. Sono in corso indagini per capire se i cinque sono in qualche modo legati alla malavita calabrese oppure se solo si ispiravano, nella loro azione criminale, alle modalità delle 'ndrine.il pestaggioL'aggressione a Giuseppe Pedalino era avvenuta nel pomeriggio del 20 settembre scorso. Pedalino, 49 anni, era nella sua casa di via Indipendenza per scontare una condanna agli arresti domiciliari. Un anno prima Pedalino era stato scoperto dai carabinieri: aveva una piantagione di marijuana appena fuori paese, in un'area di campagna. Aveva detto di coltivare l'erba per poi incassare denaro e allontanarsi da Confienza alla volta del Brasile, dove si trovava la sua fidanzata. Secondo le indagini Pedalino era stato aggredito per aver "spifferato" alcuni particolari della malavita del paese alle forze dell'ordine. Pedalino era stato soccorso sul posto dal 118 e trasportato d'urgenza in elicottero all'ospedale di Cremona. Ha riportato lesioni giudicate guaribili in una quarantina di giorni. Dopo la violenta aggressione in via Indipendenza non era stato trovato nessuno del commando. Già dai primi attimi dopo l'accaduto le ricerche si erano concentrate su un gruppo di 4-5 persone. --