Mercato, l'ira degli ambulanti «È crisi: il Comune ci snobba»
VIGEVANO. Mercato in crisi, dopo oltre 40 anni: sempre meno gli ambulanti che confermano la loro presenza sulla piazza vigevanese. Sfogliando l'albo pretorio del Comune si leggono, infatti, numerose ,almeno dieci in una sola settimana, revoche dell'autorizzazione a svolgere attività di commercio su aree pubbliche con posteggio. «Si tratta - spiega Renato Scarano di Ascom - di revoche che scattano in automatico dopo quattro mesi di assenza ingiustificata su piazza». Nello specifico, sulla revoca si legge che «il Comune revoca l'autorizzazione per mancato utilizzo del posteggio in ciascun anno solare per periodi di tempo complessivamente superiore a quattro mesi, salvo il caso di assenza per malattia, gravidanza o infortunio». Gli ambulanti si arrendono ed è un casoAPPELLO ALL'ASSESSORE«Chiediamo la convocazione della commissione mercatale - dice Renato Scarano, presidente dell'Associazione Commercianti cittadina - perché vogliamo fatti, non più solo parole. Luigi Pigola, assessore che fino a settimana scorsa aveva la delega alle attività produttive, è stato molto attento e presente: è venuto al mercato più di una volta, ha ascoltato gli ambulanti e poi è passato anche in sede da noi. Ora la delega è tornata nelle mani di Riccardo Ghia: servono interventi immediati, non passaggi di deleghe». «Il problema del mercato- aggiunge Rodolfo Massimo Gaggianesi, ambulante dal 1977 che ha proseguito l'attività del papà, ambulante dal 1956, quando il mercato era in Piazza Sant'Ambrogio - è la scarsissima attenzione da parte dell'amministrazione. Si vedono solo in prossimità delle elezioni. Ed ora c'è il susseguirsi di assessori: impostiamo un lavoro, ma poi dobbiamo ricominciare». «Abbiamo sempre avuto zero ascolto - dice Luigi Biundo, ambulante dalla fine degli anni Settanta - I bagni chimici sempre rotti, buche che diventano piscine nei giorni di pioggia, contatori vetusti e tombini inclinati o che non funzionano Per non parlare del senso unico di via Raffele: per gli ortofrutticoli con i loro camion è un danno enorme».«Vanno altrove»«Numerosi ambulanti - prosegue il numero uno dell'Ascom - hanno preferito cambiare città, scegliere piazze più redditizie. Poi ci sono gli stranieri, che richiedono l'autorizzazione di un anno, e magari lavorano solo una stagione o due. Il problema sta nel ricambio: quando a lasciare è un ambulante storico, o che vende articoli di qualità, è molto difficile che venga sostituito da un altro con attributi simili». «Stiamo perdendo attrattiva da parte dei colleghi esterni - aggiunge Gaggianesi - prima venivano da Torino, Ivrea, Borgo Manero, Novara, ora stanno lasciando tutti. La gente veniva con i pullman a comprare le scarpe e passavano sempre per il mercato, ora è una desolazione. C'è un decadimento generalizzato, stiamo diventando una città dormitorio con soli o centri commerciali». Sui centri commerciali insiste anche Biundo.«Stanno sbagliando»«Stanno sbagliando tutto- insiste Biundo - perché non recuperare edifici abbandonati, agevolare le ditte che arrivano qui e creano lavoro? Sono troppi per il bacino di utenza che ha Vigevano, non c'è una forza d'acquisto pari all'offerta». A proposito di qualità, tutti gli storici ambulanti puntano l'indice accusatorio sui rivenditori di vestiti usati. «Abbiamo chiesto - continua Scarano - l'obbligo di esporre specifici cartelli, messi ben in mostra, che indichino che si tratta di "vestiti usati" oppure "scarti di magazzino". Pensavamo anche di individuare un'area specifica in cui raggruppare tutte queste bancarelle». «Sull'usato c'è una presenza esagerata - conferma Gaggianesi - e non c'è rispetto della dimensione dei banchi. E non parliamo di centimetri, bensì di metri. Soprattutto gli spuntisti (gli ambulanti "di giornata" che affittano una postazione libera solo per quel giorno, ndr) che non sanno le regole. Spesso sono stranieri, quindi c'è il problema della lingua». Infine, ma non certo per ordine di importanza, la sicurezza. «Vorremmo che alla commissione mercatale - conclude Scarano - presenziassero anche Enrica Castellani e Lorena Corio, comandante e dirigente della Polizia Locale. Avremmo bisogno più agenti sulla piazza e soprattutto, avremmo bisogno che fossero lì già dalle 6.30, quando gli alimentari hanno già allestito il proprio banco». «Sappiamo che i vigili - afferma Gaggianesi - non hanno solo il mercato, ma qui sono più che necessari perché ci sono degli orari in cui i soliti ignoti rubano. Portafogli prima di tutto. Poi, sabato c'è stata l'emergenza neve. Nessuno è venuto qui a spargere del sale,ci ha soccorso la protezione civile». --Selvaggia Bovani