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Terapie mirate contro le cellule tumorali, terapie immunologiche, soluzioni biotecnologiche che collaborano nella ricerca di nuovi target, biomarcatori, potenziali nuovi farmaci e modalità di trattamento: si parla del contributo della tecnologia nella lotta contro il cancro, oggi dalle 10 alle 13, nell'aula Magna del collegio Volta di Pavia (via Ferrata). È organizzato un seminario a tema per la prima edizione dell'Healthtech World Cancer Day, in prossimità del World Cancer Day previsto per lunedì 4 febbraio. L'evento di oggi è paneuropeo, ossia si tiene, sebbene con relatori e modalità differenti, contemporaneamente in dieci città del continente. Tra gli ospiti a Pavia interviene Marco Danova, direttore di Medicina interna a indirizzo oncologico dell'Azienda socio sanitaria territoriale di Pavia e coordinatore regionale Lombardia Associazione italiana di oncologia medica.«Le ricadute delle tecnologie mediche emergenti - esordisce Danova - danno benefici importanti sia ai pazienti sia ai sistemi sanitari che li assistono. Le strumentazioni digitali, gli approcci diagnostici maggiormente precisi, i sistemi informatici di supporto all'organizzazione ospedaliera: tutto è ormai cruciale per offrire un accesso allargato e sostenibile alla cura del paziente oncologico. Oggi possiamo contare sulla chirurgia robotica, gli approcci chirurgici sempre più intelligenti, le tecnologie informatiche applicate alla diagnostica per rendere immediate e precise ecografie e tac». Lo sviluppo scientifico sta subendo una forte accelerazione grazie a un approccio multidisciplinare che integra varie tecnologie, dalla robotica alla nanomedicina sino all'intelligenza artificiale. Attualmente, però, il cancro è ancora la seconda causa di mortalità nel mondo, con circa dieci milioni di decessi all'anno. Se la sua prognosi può differire molto a seconda del tipo e dello stadio del tumore, il cancro è comunque una malattia fatale in almeno un caso entro i due anni. «Medici e ricercatori si stanno impegnando per sconfiggere tale piaga - prosegue Marco Danova - Stiamo facendo passi da gigante, ma non siamo a una svolta, su ciò non bisogna dare false speranze agli ammalati. Ci deve essere un rapporto stretto tra operatori del settore e organi di informazione: le terapie non sono né da sottovalutare con pessimismi dilaganti né da sopravvalutare promuovendo cure miracolose». Ma il cancro si sconfiggerà mai? «Ci auguriamo di sì - risponde il relatore - Alcune patologie tumorali sono oggi guaribili, altre non sono guaribili ma stabilizzabili, cronicizzabili, garantendo quindi un prolungamento della vita e della sua qualità. In generale però, ci terrei a ricordare una cosa: non è che, per definizione, ogni volta che perdiamo una battaglia contro il tumore e una persona muore, la causa del decesso è una diagnosi tardiva o errata, o una tecnologia non abbastanza all'avanguardia. Spesso la causa è l'ineluttabilità di certe condizioni. La morte, dopotutto, fa parte della vita e forse il dramma ai nostri tempi è che siamo sempre meno disposti ad accettarla». --Gaia Curci