Tecnici rapiti in Libia Condannati i manager
roma. Non hanno predisposto un documento che valutasse i rischi legati all'attività all'estero dei dipendenti per raggiungere il luogo di lavoro, nello specifico la città di Mellita in Libia. C'è questa omissione alla base della sentenza con cui il gup di Roma ha condannato i vertici della società Bonatti di Parma in relazione al rapimento di quattro tecnici italiani, conclusosi con la morte di due di loro, avvenuto in Libia nel 2015. Il sequestro avvenne nel corso di un conflitto a fuoco durante un trasferimento: persero la vita Salvatore Failla e Fausto Piano. Agli imputati è contestato il reato di cooperazione colposa nel delitto doloso riferito all'omicidio dei due connazionali. La società, che ha annunciato ricorso in appello, afferma che ha sempre «dedicato la massima attenzione e cura a garantire la sicurezza del personale raggiungendo risultati di eccellenza e riconoscimenti da una industria particolarmente esigente nel campo della salute e sicurezza quale è quella dell'Oil & Gas nella quale opera». --