Po, barriera di massi per proteggere la sponda

MEZZANA BIGLI. Arriva un progetto di difesa della riva destra del Po, quella inesorabilmente erosa dalle acque del fiume che hanno cambiato corso durante gli ultimi venti mesi. Aipo, l'agenzia interregionale delegata al controllo e alla difesa del fiume, sta progettando un argine composto da giganteschi massi in cemento armato che verrebbe posto a difesa della sponda contro cui le correnti d'acqua del fiume stanno infrangendosi, poco dopo il punto di confluenza del torrente Scrivia, a ridosso del ponte in ferro della Gerola. È qui che il Po, nonostante il livello basso di queste settimane, continua inarrestabile la sua azione di erosione sulla sponda di destra. In meno di due anni almeno cento metri di terreno sono stati divorati dal fiume.Una strada di campagna, posta sulla riva e a servizio di alcune campagne coltivate attigue, è stata divorata dal fiume, che si è intanto allargato sul lato destro. È a rischio, anche se monitorato periodicamente con il volo di elicotteri, un traliccio dell'alta tensione della società Terna. Il traliccio originariamente era posto ad oltre duecento metri di distanza dalle acque; oggi è a non più di quaranta metri. E le piene di primavera potrebbero metterlo a rischio in misura maggiore. Aipo sta monitorando da tempo l'avanzamento delle acque; ora è stata presa la decisione di realizzare una barriera con prismi di conglomerato cementizio, un'azione già tentata diversi anni fa. In quella circostanza la "prismata" venne divorata dal fiume e i manufatti in cemento trascinati sui fondali del fiume ed ormai inutilizzabili. Il progetto prevede il rafforzamento di un fronte lineare di almeno quattrocento metri di sponda. --P.C.