«È una vera boccata d'ossigeno soprattutto per i paesi più piccoli»

l'intervista«Il decreto che finanzia i lavori su scuole e strade è una vittoria dell'Anci, l'associazione dei comuni italiani, ma soprattutto dei sindaci che dopo anni hanno di fronte un segno tangibile di attenzione». Pier Achille Lanfranchi, sindaco di Fortunago e consigliere di Anci Lombardia sottolinea come il decreto inserito in Finanziaria sia il risultato di un lungo pressing sul governo.Quale sarà il primo effetto del decreto?«I comuni potranno portare a termine progetti che hanno dovuto rinviare per mancanza di fondi. Bisogna tener presente che per un paese con 1.500 abitanti, magari in una zona disagiata di collina o montagna, 40mila euro non sono pochi. Questo provvedimento è una boccata di ossigeno per i piccoli paesi che potranno rimettere a posto scuole, strade ed edifici pubblici».Non sono pochi 4 mesi di tempo per predisporre i progetti e avviare i lavori?«Credo di no. In primo luogo perchè tutti i comuni hanno progetti pronti che aspettavano solo di poter finanziare. Poi perchè è stata avviata anche una sburocratizzazione degli appalti che velocizza i tempi. Se per importi bassi non è più obbligatorio fare gare costose e impegnative si liberano risorse e si riesce anche ad avviare un circuito virtuoso che fa lavorare le aziende del territorio. E nello stesso tempo i lavori costano meno perchè si evitano, ad esempio, i costi di trasferta anche le aziende che arrivano da lontano devono per forza caricare sul committente».Il decreto appena inserito in Finanziaria è una tantum: si può pensare che in qualche modo sia riproposto ?«Non è possibile dirlo in questo momento. Quello che auspicherei è un ritorno al passato quando la Cassa depositi e prestiti investiva nel finanziamento ai comuni gli investimenti del risparmio postale. Era un modo efficace per ridistribuire sul territorio i guadagni di una raccolta che si fa proprio sul territorio. Un sistema che teneva il risparmio più vicino ai cittadini che avevano affidato i loro soldi alle Poste». --