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A Varzi esiste una piccola casa editrice, o stamperia d'arte, che pubblica esclusivamente leporelli e carnet de voyage, per adulti e per bambini. Si chiama Fiorina edizioni e, nata nel 2006, è diretta dal pittore Giovanni Fassio. «Siamo davvero in pochi in Italia a dedicarci a questo settore librario - commenta Fassio - in quanto necessita di un grande impegno artigianale e tempistiche più lunghe per la messa sul mercato, spesso in copie limitate. I miei leporelli e i miei carnet hanno formati diversi ma si possono definire entrambi libri creati da un'unica striscia di carta o cartoncino ripiegata su se stessa a "fisarmonica". Il leporello, in particolare, ha origini che risalgono al IX secolo e il suo nome deriva dall'omonimo personaggio del "Don Giovanni" di Mozart, il quale portava con sé un catalogo piegato a soffietto con i nomi delle amanti del suo padrone. Comunque leporelli e carnet sono tutti volumetti che riescono a sperimentare oltre i limiti imposti dalla pagina singola, dando un ritmo più incalzante alla narrazione; fondono l'arte con la letteratura, unendo il testo scritto a tantissime immagini e disegni». tre canti di leopardiFiorina edizioni li stampa con contenuti davvero variegati. Si occupa di argomenti come la poesia e la storia, scienza, mondo naturale e animale; racconta fiabe per i più piccoli, traduce autori italiani e stranieri, contemporanei e classici. Recentemente ha pubblicato il carnet de voyage «Il ponte di Genova: viadotto Morandi, una cronaca» (9.50 euro), con illustrazioni di Stefano Mura e curatela di Giovanni Fassio medesimo. Qui, in dieci carte, con un tratto sobrio ed essenziale, il libro ricorda la storia del ponte crollato l'estate scorsa nel capoluogo ligure, cominciando dallo sfoggio dell'inaugurazione fino alla tragedia e alle esequie delle vittime. «Un leporello interessante è anche "L'infinito, Alla luna, Odi Melisso" (25 euro, ndr) - aggiunge il direttore della casa editrice - che raccoglie tre canti di Giacomo Leopardi accomunati dalla enigmatica presenza della Luna. Il testo è costituito da una nota critica di Fabrizio Patriarca "Leopardi e l'inerzia dell'ideale", una "Noterella di ignoto" dell'Ottocento e alcuni collages appositamente realizzati da Carla Iacono». --Gaia Curci