Pietra d'inciampo per Derenzini deportato nel lager

TRAVACò. Ferruccio Derenzini, padre della scrittrice Lilia, avrà una "pietra d'inciampo" a Travacò in memoria della sua deportazione.Le pietre d'inciampo sono cubetti di porfido rivestiti d'ottone che segnano il luogo dove vissero le vittime delle persecuzioni nazifasciste Nel 2017 è nato il Comitato Pietre d'Inciampo della Provincia di Pavia, con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Comitato di Pavia e l'Associazione Ex Deportati, il quale, nel corso del 2018, ha provveduto alla posa di nove pietre d'inciampo per altrettanti deportati nei lager nazisti. Il Comitato Pietre d'Inciampo ha pure completato la procedura per la realizzazione di una pietra da parte dello scultore Gunter Demnig, ideatore del progetto che da un quarto di secolo è attivo in tutta Europa, che sarà posata a Travacò Siccomario il prossimo 23 gennaio alle 11 alla presenza dello stesso artista in memoria di Ferruccio Derenzini, papà di Lilia, ex professoressa di lingua inglese alle scuole medie di San Martino, scrittrice, poetessa e cittadina di Travacò. Ferruccio Derenzini fu deportato da Trieste e imprigionato in un lager nazista a Dachau dove conobbe e diventò amico del matematico Enrico Magenes e Ferruccio Belli prima di fare ritorno a casa il 29 luglio del 1945. A fine gennaio, dunque, una piccola pietra ricoperta da una lastra di ottone con inciso il nome, la data di nascita e di morte, il luogo dell'arresto e della deportazione verrà posata sull'asfalto in suo onore all'altezza di via Rotta 24, luogo dove abita la figlia Lilia, grazie anche all'interessamento della sezione di San Martino e Travacò dell'Anpi e alla volontà dell'Amministrazione comunale di Travacò guidata dalla sindaca Domizia Clensi che sostiene e promuove tutte quelle iniziative che vadano ad attivare percorsi di conoscenza e comprensione critica degli avvenimenti e dei processi storici e politici. --Davide Aiello