Stanziati 39mila euro ma il wifi ancora non c'è

GAMBOLÒ. A un anno dall'appalto l'opposizione va all'attacco sulla mancanza di wifi in città. È il consigliere di minoranza Massimiliano Sonsogno ad accusare l'amministrazione con un volantino circolato nei giorni scorsi. «La rete wifi ancora non è attiva, ma è costata 38.400 euro - scrivono gli esponenti del gruppo "Siamo Gambolò". - Solo Garlasco e Scaldasole, in Lomellina, hanno chiesto fondi e hanno ottenuto 15mila euro ciascuno. Gambolò ha pagato 900 euro a un'associazione di Como per segnalare i bandi». A Sonsogno replica l'assessore ai Lavori pubblici, Antonello Galiani: «Nel dicembre 2017 - spiega - abbiamo emesso un bando a evidenza pubblica, che ha coperto la prima parte del progetto wifi, che in totale costa circa 20mila euro. Quel bando, che è stato assegnato a una ditta, comprende la copertura del centro di Gambolò, ma in un secondo tempo abbiamo pensato anche che bisognava portare il servizio anche nelle frazioni. È una questione di sicurezza, visto che con il wifi funzionano anche le videocamere di sorveglianza e il collegamento in remoto con la polizia locale. Della questione si è occupato in prima persona l'assessore Lezzi. C'è stato però un inconveniente dal momento che abbiamo dovuto aspettare un anno Enel, che ci ha ceduto i 1150 pali dei lampioni comunali. I pali ci sono stati assegnati il 28 dicembre scorso. Gli uffici avevano già assegnato la connettività per permettere al servizio di entrare a regime». Galiani non perde l'occasione di difendere la propria posizione sui bandi. «"Siamo Gambolò" - continua Galiani - spesso guarda il dito e non la luna perché amministrazione è molto attenta ai bandi e alle risorse a disposizione per gli enti locali». --Andrea Ballone