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Sono venti i giovani della provincia di Pavia che si sfidano oggi alle 21, sul palco del circolo Pick Week di Vigevano (corso Novara 229), per il concorso "Voci e Canzoni", artisticamente diretto dall'arrangiatore e compositore Vince Tempera. «Ciascun concorrente propone una sua canzone originale o una cover - anticipa Pablo Robino, presidente del circolo - Una giuria di esperti ne valuta l'esecuzione, l'orecchiabilità e la qualità tecnica di interpretazione, scegliendo poi un vincitore con l'aiuto del pubblico. Il primo classificato della serata passa alla tappa successiva della gara, tappa che si tiene il mese prossimo, finché a maggio è in programma la finale, durante la quale è presente Vince Tempera in persona, pronto a stabilire il vincitore assoluto. In premio si distribuisce ai partecipanti un disco con incise le tracce dei brani suonati durante le diverse puntate dell'iniziativa». Musicista storicoVince Tempera, attivo sin dagli anni '70 in band come The pleasure machine e Il Volo, famoso per essere stato autore di sigle di cartoni animati, una tra tutte Ufo Robot Goldrake, aggiunge: «Oggi, per impegni miei, non sono in sala e non posso ascoltare le perfomance dei ragazzi, ma ho intenzione di farmi raccontare ogni dettaglio dalla giuria, in modo da farmi un'idea per l'esibizione di maggio, quando sono invitato come direttore artistico. Non è indifferente il lavoro di scrematura che la giuria deve fare in mia assenza. Sono infatti numerose le caratteristiche, i pregi e i difetti degli interpreti che bisogna tenere in considerazione in concorsi di tale genere. Non basta appurare che il cantante abbia una bella voce: serve valutare la sua abilità nello stare sul palco, il modo di relazionarsi con la platea e renderla partecipe dell'atmosfera musicale creata. D'altro canto, il ruolo di interprete non è di quelli che si può improvvisare basandosi solo sul dono di un talento naturale: richiede tanto studio e allenamento».«I talent vanno bene»Ma cosa ne pensa Tempera, che in passato ha collaborato con personalità come Francesco Guccini e Mina, di un format simile a quello dei "talent show"? «Non sono né pro né contro - risponde - Credo che i talent siano ormai le poche occasioni che hanno i giovani per entrare nel mondo della musica leggera. Un tempo gli artisti facevano la gavetta per anni nei locali, ma adesso questo risulta sempre più difficile perché bar e pub sono meno disposti a spendere soldi per pagare i concerti dal vivo, preferendo brani preregistrati. I concorsi quindi aiutano a lanciare la carriera, però, per mantenerla, è necessaria la maturità da parte dell'interprete, altrimenti non si va da nessuna parte. Una regola fondamentale, ad esempio, è non cercare di imitare a ogni costo i cantautori anglosassoni, ma concentrarsi su uno stile personale inedito». --Gaia Curci