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PaviaCastello di Mirabelloqualcosa si muoveMi occupo da anni del castello di Mirabello, della cui storia penso di essere, modestamente, uno dei maggiori esperti, e ho letto perciò con piacere su "La Provincia Pavese" che qualcosa si muove per il recupero di questo monumento, strettamente legato a uno dei più importanti eventi della storia europea - la battaglia di Pavia del 24 febbraio 1525 - e, potenzialmente, notevole risorsa culturale, turistica e di immagine per la nostra città.Se ho ben capito ciò che è scritto nell'articolo, è stata nei giorni scorsi presentata all'Assessorato competente una relazione dei tecnici di "Eucentre", la fondazione pavese specializzata in ingegneria sismica alla quale il Comune ha affidato l'incarico di eseguire rilievi sui problemi di staticità del castello di Mirabello. Nella relazione, come purtroppo ci aspettavamo, si parla di "infiltrazioni, cedimenti di parti del tetto, fessurazioni nei muri portanti", problemi ai quali in parte si potrà porre rimedio, secondo l'assessore ai Lavori pubblici Giovanni Magni, utilizzando i 250.000 euro messi a disposizione dal Comune di Pavia e dalla Fondazione Cariplo.Ne prendo atto e mi auguro che i lavori di sistemazione abbiano inizio al più presto. Resta comunque aperta l'annosa questione della ristrutturazione complessiva e della futura destinazione d'uso del castello di Mirabello ed è qui che, finalmente, anche la politica pavese dovrà fare la sua parte. Solo negli ultimi, recentissimi anni, dispiace dirlo, si è registrato un qualche concreto interesse dell'Amministrazione comunale di Pavia per le sorti di un monumento così importante e significativo per la storia della nostra città. Mi "spiace" dirlo anche perché a dimostrare questa attenzione è stata un'amministrazione di centrosinistra, mentre all'epoca del sindaco Cattaneo, che pure fece molto per Pavia, i miei tentativi di attirare l'attenzione della Giunta di cui facevo parte sull'argomento Mirabello vennero presi purtroppo in scarsa considerazione. Il mio auspicio perciò è che, qualunque sia il colore della prossima amministrazione comunale pavese (io mi auguro comunque sia di centrodestra), si continui sulla strada del recupero del castello di Mirabello e che le attuali dichiarazioni di alcuni assessori in proposito non rientrino solo nel novero delle "esternazioni preelettorali" cui siamo purtroppo da tempo abituati.Marco Galandra. PaviaOlevanoIl ponte sull'Agognauna storia di attesePochi giorni fa si è appreso dalle colonne del suo giornale del finanziamento votato in Regione Lombardia per il rifacimento del ponte sul torrente Agogna sito tra Olevano e Zeme. Ringrazio il consigliere regionale di Forza Italia, Ruggero Invernizzi, primo firmatario in Consiglio di Regione Lombardia della mozione che permetterà il rifacimento dell'infrastruttura. Purtuttavia, le vicende legate a questo tratto di strada, tanto piccolo quanto importante per la nostra comunità, hanno inizio ben 3 anni fa, quando sono partite le prime sollecitazioni da parte della minoranza del Comune di Olevano, di cui ero capogruppo, indirizzate al consigliere regionale Pd Giuseppe Villani che, prima della scorsa tornata elettorale del 4 marzo, ha voluto verificare di persona, accompagnato da me e dal consigliere provinciale Pd Emanuele Corsico Piccolini, la situazione del ponte con un sit-in. Le osservazioni furono portate nel dicembre scorso nella commissione regionale agricoltura, di cui Villani era portavoce.Sebbene il finanziamento è stato votato da tutte le forze politiche, rivendico il contributo del gruppo consigliare di cui faccio parte a Olevano, il quale ha cercato di proporre, non per ultima soluzione nell'estate scorsa, una cordata di imprenditori alla Provincia di Pavia. Proposta naufragata per scarso interesse istituzionale di chi doveva supportare l'interesse privato.Il finanziamento è previsto per il 2020, due anni di attesa, un tempo lunghissimo rapportato alle esigenze di molte realtà locali. Non molto tempo fa ho condotto un'indagine tra le varie attività commerciali per verificare quanto effettivamente la chiusura definitiva del ponte potesse pesare sulle spalle degli imprenditori. Il risultato è stato, come mi aspettavo, negativo. Olevano non ha più nemmeno un valido collegamento con la caserma dei Carabinieri di Zeme. L'esasperazione ha portato a forzare le barriere di cemento pur di passare su un ponte ritenuto pericoloso. Un altro problema da non trascurare è il valore perso dagli immobili. In due anni la somma di tutti questi fattori non può che aggravare ulteriormente. Si poteva evitare questa situazione? La risposta non è così ovvia. Tuttavia si poteva pensare che una situazione di emergenza potesse essere una priorità per l'amministrazione comunale.Marco Ariattaconsigliere comunale, Olevano