Il "saldo e stralcio" con l'Isee Rischio regalo per gli evasori
la simulazioneRoberto GiovanniniPaolo RussoSulla carta, l'obiettivo dell'operazione "saldo e stralcio" - quella che in campagna elettorale la Lega chiamava pace fiscale - sarebbe stato doppio. Da un lato, aiutare i contribuenti in temporanea difficoltà a saldare i conti con il Fisco, mettendosi in regola con le cartelle esattoriali senza rovinarsi. Dall'altra quella di far incassare allo Stato cospicue risorse che altrimenti non sarebbero mai entrate in cassa. Ma come si può vedere da una simulazione elaborata per il nostro giornale dallo Studio Tributario Timpone & Associati di Roma, il «saldo e stralcio» rischia di diventare un regalo anche per gli evasori professionali. Che grazie al fatto che il meccanismo si basa sul reddito Isee potranno essere avvantaggiati. La sanatoria si può pagare in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2019 o in cinque rate. Il saldo e stralcio stabilisce che sulle cartelle Equitalia già notificate, oltre all'azzeramento di interessi e sanzioni (ma non dell'aggio di riscossione), ci saranno forti sconti, che variano molto e sono determinati a seconda del reddito del contribuente, calcolato con il metodo Isee, che tiene conto di reddito, patrimonio e delle caratteristiche del nucleo familiare. Il fatto è che i tetti di reddito Isee stabiliti nel saldo e stralcio non sono affatto così bassi per quello che si profila come un vero condono, anche se la Lega voleva partire addirittura da un tetto di 30mila euro. Un'Isee di 20mila euro, ad esempio, rappresenta una coppia con un figlio che guadagna un reddito netto di 30mila, che dispone di una casa di proprietà con rendita catastale di 500 euro, che ha un conto in banca con 15mila euro di risparmi e che infine ha 25mila euro investiti in titoli pubblici. Insomma, una situazione economica non certo critica.Come si vede in tabella, contribuenti poco fedeli che hanno debiti con il Fisco possono garantirsi un bel vantaggio. A maggior ragione considerando che non è stato previsto nemmeno un tetto massimo di valore alle imposte da condonare. Nel primo esempio (25.000 euro di cartelle e reddito Isee di 8,500 euro, aliquota del 16%) si risparmierà il 90,07% del dovuto. Il secondo esempio (85.000 euro di cartelle e reddito Isee di 15.000, aliquota del 35%) fa scendere il risparmio a un sempre interessante 77,26%. Una terza ipotesi, con 16.000 euro di cartelle da condonare e reddito Isee di 11.000 (e aliquota del 20%) fa giungere il risparmio all'87,78%. Se ne avvantaggeranno anche gli evasori, sia quelli totali che quelli più accorti, che di solito oltre a fare reddito nero tendono anche a intestarsi meno beni possibili. E quindi hanno un Isee basso.Altra questione che non fa dormire sonni tranquilli riguarda i contribuenti che avendo presentato la richiesta di rottamazione bis, e non essendo riusciti a pagare le rate con scadenza ottobre 2018 entro il 7 dicembre, non hanno ulteriori possibilità di rimettersi in regola. A oggi, costoro dovrebbero pagare l'intero debito originario senza poter rateizzare. Sarebbe il caso di correggere questa svista, suggerisce il tributarista Gianluca Timpone: «Per evitare disparità di trattamento è importante introdurre la possibilità di optare per il saldo e stralcio anche per i contribuenti che hanno già presentato istanza di rottamazione ter». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI