Piazza San Carlo, chiesto il processo per la banda dello spray urticante
torino. Rischiano il processo i quattro ragazzi della "banda dello spray al peperoncino" accusati di aver scatenato il panico, a Torino la sera del 3 giugno 2017, in piazza San Carlo, durante la proiezione della finale di Champions League. Per i giovani, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio preterintenzionale, come stabilito nei giorni scorsi dalla Cassazione.Davanti al maxischermo allestito per l'occasione 1.527 persone rimasero ferite e una donna, la 38enne Erika Pioletti, morì dopo alcuni giorni di agonia. Ed ora si attende che il gip fissi la data dell'udienza preliminare.Continua, invece, il procedimento per l'altra inchiesta relativa ai fatti di piazza San Carlo: quella sulle responsabilità amministrative che vede imputate, per disastro, lesioni e omicidio colposo, 15 persone, tra cui la sindaca Chiara Appendino e l'ex questore Angelo Sanna. Il processo, nella fase preliminare, riprenderà il 20 dicembre nell'aula bunker delle Vallette. Ma, a quanto si apprende, i due procedimenti sono destinati ad essere riuniti. E, in caso di rinvio a giudizio, tutti gli imputati si ritroverebbero di fronte alla Corte d'Assise. «Se la realtà dei fatti è stata unica, è opportuno che sia unica anche la realtà processuale», dichiara l'avvocato Guido Anetrini, legale di uno dei giovani.Come scrivono i magistrati Roberto Sparagna e Paolo Scafi nell'atto di chiusura di indagini sulla "banda dello spray", la rapina del 3 giugno avvenne nel corso di una manifestazione «caratterizzata dalla preesistente violazione di regole cautelari di tipo organizzativo». In pratica: il colpo venne messo a segno durante un evento che non era stato ben preparato. I ragazzi utilizzarono bombolette urticanti per rubare tra la folla e scatenarono il panico. Ma, secondo i pm, «la mancata adozione» di alcuni provvedimenti organizzativi fece il resto. Aspetti che ricordano in molti punti la tragedia del 7 dicembre 2018 in una discoteca di Corinaldo (Ancona) dove, prima del concerto del cantante Sfera Ebbasta, una sventagliata di spray al peperoncino avrebbe provocato la calca e la morte di sei persone. La decisione della Cassazione sul reato di omicidio preterintenzionale applicato ai fatti di piazza San Carlo potrebbe creare un precedente valido, in teoria, anche per i fatti di Ancona. --