Via l'ecotassa sulle utilitarie Ecco i primi ripensamenti
Paolo BaroniROMA. Niente ecotasse sulle utilitarie. Al Mise stanno vagliando tutte le richieste di modifica e le proposte recapitate dal tavolo tecnico da case costruttrici, associazioni di settore e consumatori, ma una prima decisione è già maturata. L'idea, già anticipata martedì sia dal vicepremier Luigi Di Maio che dai vari sottosegretari che seguono il dossier, è sempre quella di non gravare sulle tasche delle famiglie. «Si sta lavorando per rivedere il "malus" come richiesto da costruttori - spiega il sottosegretario ai Trasporti Michele Dell'Orco -. Certamente non ci sarà malus sulle utilitarie: le famiglie saranno pienamente tutelate».Rispetto alla norma votata alla Camera, che introduceva un prelievo crescente che da 150 euro (per 110-120 grammi/Km di emissioni di CO2) arrivava sino a quota 3.000 euro (sopra i 250 grammi di emissioni) l'eventuale nuova soglia non è stata ancora fissata. Basterebbe però alzare l'asticella anche di un solo scaglione, partendo da 120-130 grammi/km, per esentare dalla «stangata» la gran parte delle vetture più popolari: dalla Panda 1.2 alla Y, dalla 500 alla 500X, a Citroen C3, Renault Clio e Golf 1.0 Tsi.Non è escluso poi che anche il bonus per incentivare le auto più ecologiche (6.000 euro per le elettriche, 3.000 per le ibride e 1.500 per le gpl ) venga rifilata al ribasso per far quadrare i conti. Secondo il vicedirettore dell'Unrae, l'associazione dei produttori stranieri, Antonio Cernicchiaro, «basterebbe restare sotto i 70 grammi di emissioni per spendere molto meno dei 300 milioni ipotizzati per la prima versione dell'ecotassa». Detto questo, a suo parere, l'ecotassa «è sbagliata in partenza perché anziché tassare le emissioni di CO2 andrebbero colpite Nox ed emissioni di particolato, e quindi le auto più vecchie, le Euro zero e le Euro 1, non quelle nuove».Il governo però è di tutt'altro parere: è infatti disposto a rivedere la parte «malus», ma non intende cedere sulla parte «bonus». «Il nostro scopo è introdurre incentivi a favore delle auto ecologiche e ridurre drasticamente lo smog» ribadisce Dell'Orco, confermando che «il parco circolante non verrà toccato». Dal Mise confermano. «Il "malus" non verrà cancellato completamente - fanno sapere - perché la sua funzione è quella di disincentivare l'acquisto delle auto più inquinanti e di spingere i produttori ad abbassare i livelli delle emissioni».Un approccio che i produttori di auto, a partire da Fca (che in questa fase di incertezza ha messo in discussione i nuovi investimenti previsti in Italia) e le loro associazioni, l'Anfia e l'Unrae, non intendono accettare. In assenza di modifiche, infatti, secondo le loro stime l'ecotassa farebbe calare le vendite di auto dell'8-12% producendo un buco nelle entrate fiscali superiore a mezzo miliardo di euro. Non a caso tutte le opposizioni, dal Pd a Forza Italia a Fratelli d'Italia, hanno presentato in Senato una serie di emendamenti alla legge di Bilancio per cancellare l'ecotassa. E sempre in Senato, ma solo la prossima settimana, il governo conta di presentare la norma rivista e corretta.Protesta il presidente di Mercedes Benz Italia, Radek Jelinek, ricordando il «flop del superbollo del 2011», e protestano agli industriali. «Siamo totalmente allineati con Fca, non si possono fare blitz notturni prescindendo dagli effetti sull'industria italiana. È un metodo che non va bene» dichiara il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Da Torino si aggiunge il presidente dell'Unione Industriale, Dario Gallina. «L'ecotassa? Per Torino e tutta la filiera italiana dell'automotive, con le sue decine di migliaia di lavoratori, è una beffa poiché la misura danneggia la produzione di auto italiane, penalizza il mercato e introduce pesanti elementi di instabilità sul futuro dell'auto in Italia e a Torino. Un autogol inutile e dannoso». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI