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Il ponte di ScipionePublio Cornelio Scipione, comandante delle legioni romane che stanno cercando di fermare l'avanzata di Annibale, arriva da Placentia sulle rive del Ticino nell'estate del 218 a. C. e una volta giunto a Ticinus fa costruire un ponte di barche, con ogni probabilità proprio nel luogo della futura Ticinum. Sconfitto da Annibale, Scipione, ferito, ripassa il Ticino, distrugge il ponte e torna a Placentia. Il cavallo di AlboinoNella primavera del 572, stremata dalla fame dopo anni di assedio, Ticinum si arrende ad Alboino, re dei Longobardi. Il condottiero a cavallo, racconta Paolo Diacono, oltrepassa Porta San Giovanni, nella parte bassa della città. Il re, dopo aver giurato di non torcere un capello a chi si arrende, pianifica una strage e il suo cavallo si accascia improvvisamente al suolo. Promessa la clemenza ai pavesi il cavallo si rialza e il popolo acclama il nuovo re. Quel tratto di strada dove, secondo la leggenda, il destriero del re stramazzò, si chiama ancora oggi via Alboino.Arriva Carlo MagnoAlla fine del 773 Carlo Magno, dopo aver ripudiata la figlia di Desiderio re dei Longobardi attraversa le Alpi per impadronirsi del regno longobardo. Pone il suo campo fortificato a Santa Sofia. Ma i pavesi resistono e dopo otto mesi di assedio Carlo Magno fa arrivare a Santa Sofia la terza moglie Ildegarde, in attesa di una bambina e fa erigere una chiesa per la regina che, dopo 1300 anni, è ancora lì.La zuppa del reIl 24 febbraio 1525 spagnoli e francesi si affrontano nella Battaglia di Pavia. Il re francese è catturato dagli spagnoli, condotto in catene alla cascina Repentita, ancora oggi in piedi dalle parti del comune di San Genesio. Una famiglia di contadini prepara un piatto per il re sconfitto: pane raffermo, brodo, formaggio e un uovo al centro. Il re ne rimane estasiato e la pietanza passa alla storia come zuppa alla pavese.La Madonna della pallaIn via Lanfranco 5, all'angolo con via Boezio, si affaccia una palazzina gialla a due piani. Qui c'è un edicola raffigurante la Vergine con il Bambino in grembo. L'immagine è meglio conosciuta come Madonna della palla. La palla di cannone fu sparata durante l'assedio franco piemontese del 1655 e l'edicola fu realizzata in segno di ringraziamento per lo scampato pericolo, un miracolo, secondo la credenza popolare.La prima laureataNel 1777 l'università di Pavia entra nella cronaca grazie a una perfetta sconosciuta. Si chiama Maria Pellegrini Amoretti e proprio in quell'anno si laurea in legge, è la prima donna a laurearsi all'ateneo pavese. Giuseppe Parini le dedica alcuni versi nell'ode "La laurea".Napoleone e CampariNel 1796 l'avvocato Camillo Campari affronta Napoleone a Palazzo Cattaneo, in viale Matteotti. Il generale è furibondo perché Pavia si è ribellata ai francesi e teme una rivolta generalizzata. Campari riesce ad evitare la rappresaglia e Napoleone concede ai soldati 24 ore di saccheggi, ma dopo tre ore ordina di smettere. Ci scappa un morto illustre, padre Severino Capsoni, storico ed erudito pavese, colpito da una fucilata mentre è affacciato alla finestra di casa, nella via che porta il suo nome.