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Manovra economicaUna dimostrazionedi responsabilitàDopo aver seguito la linea populista-elettorale di ricerca di consenso, dopo le sfide all'Europa, dopo aver ottenuto qualche risultato ed aver rotto qualche schema, dopo avere sfidato anche il "sistema": dei partiti, persino delle alleanze (il "contratto" non è né un'alleanza politica né una coalizione è appunto un "contratto"), delle convenzioni diplomatiche, della stessa fraseologia politica (con toni quasi sempre sopra le righe), dell' "accoglientismo" migratorio, delle timidezze riguardo alla difesa personale ma anche verso gli abbattimenti edilizi dell'abusivismo e altro ancora, dopo avere sfidato tutto questo, avendo corso e fatto correre parecchi rischi anche al Paese (rischi che non si sono ancora estinti), è giunto il momento per i gialloverdi di sfidare se stessi.Intendo dire di cogliere la opportunità del dissidio con l'Europa che si va trasferendo sul piano del dialogo e di acconsentire al ridimensionamento del deficit proposto dal 2,4 al 2 o anche 1,9% perché in tal modo metterebbero in campo la prima vera assunzione di responsabilità generata da questo loro contratto ovvero verrebbero ad operare una "marcia indietro" ragionata e ben congegnata.Così avrebbero dimostrato la ferma intenzione di adempiere alle promesse elettorali anche a costo del conflitto con l'Europa, avrebbero messo bene in evidenza che la loro tesi sui lacci europei è concreta ed incide pesantemente anche sulle nostre politiche sociali e dimostrerebbero un forte senso di responsabilità appunto tornando sui propri passi, almeno riguardo al quantum della percentuale di deficit, evitando quindi sanzioni dagli effetti sconosciuti, visto che sarebbero applicate per la prima volta.Una opportuna revisione degli interventi dopo il ridimensionamento, che coinvolga in modo più sereno gli apparati ministeriali, consentirebbe inoltre di non rinunciare ai punti qualificanti del "contratto" purché si aprano più convintamente i canali di dialogo con le parti sociali, in particolare con quelle imprenditoriali, in modo da rafforzare la loro azione politico-difensiva in un momento in cui le opposizioni, di fronte alla parziale retromarcia, avrebbero ampi spazi politici per le critiche. Inutile dire che una maggiore compattezza fra le due forze di governo aiuterebbe perché l'azione politica che ne deriva è troppo legata agli opportunismi ed ai timori connessi con la ricerca-mantenimento del consenso.Anche se in modo quasi inconsapevole, ove riuscissero a mettere in atto questa linea potrebbero trarre una forza fin qui mai ottenuta alla loro linea politica. Certo, a supporto di tutta questa modalità di agire sarebbe necessario un innalzamento del livello della comunicazione...L.R. PaviaTagli all'universitàPavia città-campusrischia grossoI tagli al diritto allo studio hanno colpito trasversalmente tutta Italia, esito della riduzione dei fondi messi a disposizione dalla manovra. I giovani, al solito, sono le vittime del famigerato cambiamento. Che appare sempre più come un ritorno al passato, quando si preferiva acquistare il consenso sempre degli stessi segmenti sociali a danno delle nuove generazioni.La Regione ha stabilito nuovi criteri di attribuzione dei fondi agli atenei lombardi, che per superare la prassi "storica" non tengono conto della peculiarità del sistema universitario pavese. Con 10 collegi Edisu, 4 collegi di merito e 4 collegi privati, il nostro sistema costituisce un unicum a livello nazionale (da contendersi forse con Pisa) per la riuscita integrazione di ospitalità e istruzione.Grazie all'Università, Pavia è una vera e propria città campus di respiro europeo e internazionale. Nonostante le sue modeste dimensioni, Pavia richiama a sé migliaia di studenti fuori sede da tutta Italia e da tutta Europa, che la rendono viva e vivibile. Uccidere il sistema dei collegi significa dare un colpo di grazia alla città, sferzandola laddove la sua crescita e quella dell'Italia può ripartire, l'istruzione e la ricerca.Valentina Maggi +Europa. Pavia