Amianto, Pavia è sparita dalla mappatura nazionale
Donatella ZorzettoPAVIA. Una mappatura dell'amianto in cui la provincia di Pavia è quasi tagliata fuori. Una mappa con strade, paesi, città, e tanti puntini che indicano dove c'è amianto, e quindi dove si dovrà bonificare. Si chiama geolocalizzazione, e a consentirla è un software presentato dallo Sportello nazionale amianto in questi giorni al convegno "Mappatura Amianto - La Soluzione", tenuto alla Camera dei deputati. Un evento che ha portato a Roma 130 uditori da tutta Italia, rappresentanti di tre quarti delle Regioni italiane, dirigenze di organismi tecnici di ministeri ed enti di prevenzione.Il NUOVO softwareIl Software nazionale di coordinamento delle mappature italiane è pubblico e gratuito. Prodotto dallo sportello nazionale, che ha incaricato tre società specializzate di idearlo (tra cui una di Stradella), "connette" ogni fonte di mappatura sull'amianto realizzata nel tempo dagli enti di Stato. Dovrebbe garantire un salto di qualità nella visualizzazione delle aree su cui intervenire per le bonifiche. Ma per la provincia di Pavia non è così. Perchè il territorio risulta quasi del tutto escluso dalla mappatura: i soli siti inquinati da amianto visualizzati sono la Fibronit di Broni e il policlinico San Matteo. Per il resto zero.Quando si è trovato di fronte a questa immagine, Fabrizio Protti, presidente dello Sportello nazionale amianto, e pavese a sua volta, ha strabuzzato gli occhi. Un'indagine veloce su ciò che potesse essere accaduto, ha svelato l'arcano: un errore nel linguaggio informatico con cui l'Azienda sanitaria di Pavia aveva trasmesso i dati sulla rilevazione di amianto alla Regione, e poi da questa al ministero.DATI ILLEGGIBILIIn sostanza Roma ha ricevuto dati non geolocalizzabili, e dunque la mappa non li ha registrati. Così la provincia di Pavia (ma non è la sola in Italia) potrebbe essere ritenuta, sbagliando, tra le meno contaminate dall'amianto sul suolo nazionale e di conseguenza tra le meno bisognose di finanziamenti per le bonifiche. «Per la prima volta esiste un software che mette i dati a confronto direttamente sui territori, comparando così le "fotografie" condotte nel tempo dai vari enti e dando una situazione reale di ciò che è stato fatto - spiega Protti -. Mi riferisco ad Arpa, aziende sanitarie, Comuni, Regioni, Province e ministero). Collegandosi al sito e scegliendo regione e provincia, si può vedere geolocalizzato sulla mappa ciò che è censito, ossia i dati comunicati in maniera corretta dagli enti». DUE SOLI SITI CENSITI«Ma i dati non sono disponibili da tutta Italia - prosegue Protti -. Perchè molte volte sono imprecisi e forniti in formati che ne rendono difficoltosa o impossibile la geolocalizzazione. Come a Pavia, dove risultano censiti solo Broni e policlinico San Matteo, perchè, sia il Comune oltrepadano che l'ospedale, comunicano direttamente i censimenti al ministero, e per questo sono correttamente registrati. Il resto della provincia di Pavia è assente perchè i dati dei Comuni e dell'Azienda sanitaria, pur essendoci, non sono espressi nei linguaggi corretti per essere georeferenziati». Protti conclude: «Ciò non dà l'opportunità di creare interventi strategici in materia di amianto, come lo stanziamento di fondi per la bonifica prioritaria dei siti e la priorità di interventi su luoghi sensibili (alta densità e/o alta frequentazione) e zone limitrofe».Di fronte a questa situazione gli amministratori pavesi si dicono stupiti. A cominciare a Pavia, che un censimento l'ha fatto, e anche in modo puntuale. L'assessore all'Ambiente Ilaria Cristiani sottolinea: «Noi facciamo tutto ciò che dobbiamo nel trasmettere i dati ad Ats. Sollecitiamo però l'azienda a creare un interfaccia software che consenta la geolocalizzazione». Mentre Simona Panigazzi, assessore all'Ambiente di Voghera dice: «La cosa ci colpisce. Sarà Ats a dover aggiornare il sistema: se c'è stato un errore di trasmissione deve provvedere». Da Mortara, il sindaco Marco Facchinotti spiega: «L'unico locale a rischio amianto in città è la caserma dei vigili del fuoco. Se sulla mappa la provincia di Pavia è quasi assente, qualcosa non ha funzionato. Ma penso che si rimedierà». Infine c'è Vigevano. «I nostri uffici - dicono in Comune - trasmettono i dati ad Ats, esaurendo così i propri compiti». Secondo le stime dei tecnici municipali, in città ci sono almeno 120 mila metri quadrati di amianto. «A Vigevano - garantisce l'assessore all'Ambiente Luigi Pigola - su strutture pubbliche, l'amianto è rimasto solo nella sede dell'ex Asl di viale Montegrappa». Ma sulla mappa neppure questo si vede. --