Primo sì allo scudo per le banche Mano tesa agli istituti non quotati

ROMA. Arriva uno scudo anti-spread per le banche non quotate come le banche di credito cooperativo. La misura, annunciata con la manovra, è stata anticipata nel decreto fiscale. La commissione Finanze del Senato ha infatti approvato ieri un emendamento della Lega, riformulato, che consente ai soggetti - banche ma anche assicurazioni - «i cui titoli non siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato» di applicare o meno «i principi contabili» internazionali, che consentirà di proteggere i bilanci dalle oscillazioni dello spread. La norma vale «dal periodo d'imposta in corso». In pratica, con lo scudo, si consente di valutare i titoli di Stato al costo storico e non al valore di mercato, in evidente calo negli ultimi mesi. Intanto oggi l'aula del Senato voterà sul decreto fiscale. Non sembra che verrà posta la questione di fiducia. L'intenzione del governo è dare l'ok in giornata al provvedimento collegato alla manovra, che poi passerà alla Camera per la seconda lettura. Ieri, nella lunga giornata di lavori alla commissione Finanze di Palazzo Madama, c'è stato il voto agli emendamenti rimasti da esaminare. È stata data luce verde ai maxi-sconti per sanare le liti con il fisco. Si prevede quindi uno sconto del 10% e l'eliminazione di sanzioni e interessi (con il pagamento quindi del 90%) per chiudere la controversia per cui sia stato solo presentato ricorso. In caso di vittoria in primo grado, invece, il contribuente potrà pagare il 40% del dovuto. Se si vince in secondo grado, questa percentuale scende al 15%. Se poi c'è una "doppia conforme" (cioè vittoria del contribuente in entrambi i gradi di giudizio), il pagamento richiesto è al 5%. La commissione ha poi dato via libera all'unanimità ad un emendamento del Pd che amplia la platea dei contribuenti che possono presentare un interpello sui nuovi investimenti. La misura rivede la soglia minima di investimenti, prevedendo un ammontare non inferiore a 20 milioni di euro invece che 30 milioni di euro. Arriva poi la mobilità in deroga per i lavoratori dell'area di Termini Imerese e di Gela, oltre che una corsia preferenziale per i rimborsi di raffinerie e stabilimenti petrolchimici che hanno adottato il sistema informatizzato di controllo e hanno versato più tasse del dovuto, a patto che le richieste vengano presentate nei primi sei mesi dell'anno. Il provvedimento dovrebbe anche indicare la strada per il futuro scorporo della rete di Tim e la sua aggregazione con Open Fiber. Nel dl Fisco il governo ha voluto inserire un pacchetto omnibus che cancella e riscrive l'articolo 9, facendo sparire il condono tramite dichiarazione integrativa.L'Omnibus, inoltre, reintroduce il bonus bebé. L'assegno (esteso anche alle adozioni) sarà di 960 euro per il primo anno di vita del primogenito, ma dal secondo figlio, per la prima volta, sarà prevista una maggiorazione del 20%. L'assegno raddoppia (a 1. 920 euro) se l'Isee familiare è inferiore ai 7 mila euro. Il costo della misura è di 204 milioni di euro nel 2019 e di 240 milioni nel 2020, coperti con la sanatoria sulle irregolarità formali. A ricevere il beneficio saranno 280mila bebé. -