Cittadinanza: un assegno alle imprese se assumono

ROMA. Reddito di cittadinanza non solo ai disoccupati, ma anche alle imprese, sotto forma di incentivo all'assunzione. Sarebbe questa la soluzione su cui M5S e Lega sarebbero pronte a convergere per tradurre in pratica una delle misure cardine del programma di governo. Nonostante il reddito sia da sempre la bandiera del Movimento, il partito di Salvini è infatti voluto intervenire per evitare che il sostegno si traducesse - e fosse percepito dall'opinione pubblica - in una forma di assistenzialismo improduttivo, a favore di quelli che qualcuno ha già identificato come «fannulloni» o dei lavoratori in nero pronti ad assorbire nuove forme di sussidio. Un rischio che anche i 5Stelle hanno voluto allontanare, cercando di definire concretamente le norme nel modo più adatto ad evitare di lasciare i potenziali lavoratori «sul divano» o nel mondo del sommerso. L'idea iniziale targata Lega è stata formalizzata dal sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, convinto della necessità di attribuire le risorse alle imprese per stimolare formazione e occupazione. Il lavoro comune col sottosegretario al Welfare, il leghista Claudio Durigon, e con il sottosegretario 5S al Mef, Laura Castelli sembra così aver portato a un compromesso accettabile per entrambe le parti.Ma intanto è polemica sulle parole di Luigi Di Maio che in Tv ha affermato di avere dato ordine di stampare 5/6 miliondi tessere per il reddito di cittadinanza-. «Impossibile - accusa il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci - poiché non esiste una legge approvata dalle Camere. Quindi o Di Maio mente o qualcuno sta commettendo un abuso di ufficio con relativo danno erariale». --