IL MIGLIOR CARBURANTE? IL REALISMO

Sì, vincere fa sempre bene. Anche quando le squadre sono un po' così, imbottite di riserve e ancor di più sperimentali. Per la nazionale di calcio era l'ultima partita di questo 2018 da cancellare il fretta, quello del Mondiale con le infradito, dell'anno del Gattopardo dopo le dimissioni di Tavecchio, con il peggior commissariamento della storia e con il ritorno al potere di quelli che c'erano prima.E in un contesto così anche una vittoria all'ultimo tuffo, appena la terza della stagione, diventa un piccolo inno alla gioia che si unisce a quello per il bel gioco delle ultime partite. Poi, però, non bisogna lasciarsi troppo andare, perché ci sono le realtà che vanno oltre la prima fascia conservata in Nations League e un sistema di qualificazioni a Euro 2020 che difficilmente potrà lasciarci fuori. Queste realtà si chiamano numeri. E i numeri ci raccontano che nelle undici partite del 2018, gli azzurri hanno raccolto 14 punti, frutto di tre vittorie, cinque pareggi e tre sconfitte. Se proviamo a comparare questo ruolino di marcia a quello della nostra Serie A, dopo undici giornate 14 punti li avevano fatti Parma e Genoa, che avevano solo otto squadre alle spalle. La vetta sarebbe stata 17 punti più su. Considerando che non abbiamo vinto contro nessuna big (oltre agli Usa abbiamo battuto Polonia e Arabia Saudita) qualche domanda in più sulle difficoltà a fare gol dovremmo farcela. Non siamo finiti al piano inferiore per caso, certo non siamo quel disastro che eravamo sotto la gestione del dinamico duo Tavecchio-Ventura, ma l'Italia del calcio non può essere questa. Crescere ancora sarà più difficile del previsto ma non possiamo far altro che insistere. A patto che si continui a rifornire il serbatoio con il carburante del sano realismo. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI