«Hanno usurpato il nome» L'Oftal sconvolta reagisce

MONTEBELLO della battaglia«Oftal smentisce categoricamente ogni legame con la residenza sanitaria per disabili "Mons. Rastelli" di Montebello della Battaglia». Nonostante sia impegnato in un pellegrinaggio in Terra Santa, il presidente generale dell'Oftal, monsignor Paolo Angelino, trova il tempo, da Gerusalemme, per esternare tutto il suo sdegno per la vicenda e ribadire come l'associazione che presiede a livello nazionale non abbia nulla a che fare con la cooperativa al centro dell'inchiesta. Anzi, già in passato, l'Oftal (che ha la sede ufficiale a Trino Vercellese, in Piemonte, 18 sezioni locali tra Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli, Sardegna e oltre 20 mila persone tra ammalati, volontari, pellegrini e sacerdoti che ogni anno partecipano ai pellegrinaggi), ha tentato, senza successo, di far rimuovere il nome dalla struttura per eliminare qualsiasi legame con un'iniziativa che ormai non approvava più. Azione legale«La struttura è sì dedicata al fondatore di Oftal, ma l'associazione non c'entra nulla con la gestione della stessa - aggiunge monsignor Angelino -. Da parte dei vertici della residenza sanitaria è stato usurpato il nostro nome e in passato sono stati diffidati più volte dall'utilizzarlo con invito a togliere ogni riferimento con noi. Cosa peraltro mai eseguita». Alla luce di questo scandalo, però, l'Oftal avvierà una nuova azione legale nei confronti della cooperativa, visto anche la crudeltà dei fatti che l'inchiesta ha portato alla luce: «Ci auguriamo che le indagini facciano il suo corso perché i fatti emersi sono raccapriccianti e ci indignano in quanto associazione che ogni anno accompagna i malati a Lourdes e presso gli altri luoghi di devozione mariana - conclude il presidente nazionale -. Ho già dato mandato ai nostri legali per valutare ogni azione a tutela dell'onorabilità e della nostra associazione». I vertici diocesani dell'associazione preferiscono non commentare ufficialmente l'accaduto, ma si trovano in piena sintonia con la linea tenuta dalla dirigenza nazionale. I volontari tortonesi, inoltre, ribadiscono come la struttura sanitaria non c'entri nulla con l'operato dell'associazione, anzi sarebbe stata la cooperativa stessa a sfruttare in tutti questi anni il nome dell'ente (che tra l'altro si scrive con i puntini che separano ogni lettera dell'acronimo) per confondere le acque. I volontari, inoltre, sottolineano che, nonostante alcuni membri dell'Oftal abbiano in effetti contribuito a fondare la cooperativa, poi le strade si siano divise e l'associazione non abbia più voluto avere nessun legame con la struttura sanitaria, di cui non condivideva più lo spirito, continuando invece la sua attività di trasporto e cura degli ammalati a Lourdes . La MADONNA NEL CORTILeUn impegno che continua e che consente all'associazione di portare ogni anno circa 400 persone, tra ammalati e personale nel tradizionale pellegrinaggio diocesano che si svolge a cavallo tra luglio e agosto. Per trarre ancora di più in inganno e confondere il legame con l'Oftal ufficiale al centro del cortile della struttura è stata lasciata una statua della Madonna di Lourdes. Peccato che, poi, all'interno della casa di accoglienza, si sia scatenato l'inferno. --OLIVIERO MAGGI