Salvo il condono per Ischia M5S, De Falco sarà espulso

Carlo BertiniFederico Capurso / romaLa maggioranza impallina in aula con 200 sì, grazie a Forza Italia che dà libertà di voto, la norma anti-condono passata con il placet dei dissidenti M5S. Ma pure se nel decreto Genova restano il riferimento alla legge sul condono edilizio dell'85 per gli immobili danneggiati dal sisma, la maggioranza rischia di traballare al Senato. Non solo in aula dove il governo gialloverde poggia su 171 voti, ma nelle aulette delle commissioni: nervi scoperti da mettere in sicurezza.Non sono solo cinque i dissidenti conclamati, altri dieci sono osservati speciali, rei di non essersi allineati del tutto sul decreto Genova, cofirmando emendamenti sgraditi al governo. Diversi di loro hanno poi ritirato le loro proposte di modifica, ma tra i 5Stelle l'aria resta pessima: Fattori denuncia un «clima di terrorismo piscologico», Nugnes non esclude le dimissioni. Lo scivolone in commissione Ambiente su Ischia fa correre ai ripari i vertici grillini. Il comandante De Falco dovrebbe essere espulso dopo l'approvazione del decreto dal capogruppo M5S Stefano Patuanelli. Che nelle commissioni sostituirà i ribelli con senatori allineati nei posti chiave, a cominciare dalla commissione Ambiente. Dal prospetto che gira sui tavoli dei capigruppo di Palazzo Madama, si vede come siano diverse le commissioni dove in teoria è possibile un testa a testa. E se le commissioni sulla carta sono tutte fragili, la otto, la nove e la tredici, ovvero Lavori Pubblici, Agricoltura e Ambiente, sono le più a rischio. Alla otto, riflettori puntati su De Falco e Ricciardi, all'Agricoltura su Agostinelli, De Bonis, Naturale e Trentacoste. E all'Ambiente su La Mura, Mantero e Nugnes.A sentire quelli del Pd, finora la variabile è sempre data dai senatori delle Autonomie che spesso si astengono e dal fatto «che non si sa mai cosa fanno Fratelli d'Italia e Forza Italia. Quindi non sappiamo come farli andare sotto». Col nuovo regolamento del Senato, sono le commissioni il teatro di battaglia. «La vera opposizione possiamo farla nelle commissioni, dove rischiano di andare pari e dove i tempi non sono contingentati come in aula», spiega Malpezzi del gruppo Pd. Forza Italia, a parte la vicenda condono non vuole dare troppe sponde. «Noi la spalla al governo che blocca le grandi opere, che non mette la flat tax e che fa il reddito di cittadinanza non la vogliamo fare», dice Giacomoni, braccio destro di Berlusconi. In realtà la dissociazione dei sei senatori azzurri autosospesi dopo il voto contrario del gruppo su Ischia, se pur rientrata tempestivamente e legata a fattori locali, è comunque foriera di speranze per i governisti. Il clima in Senato è surriscaldato in queste ore in cui l'aula vota sul decreto Genova. Oggi ci sarà pure un sit in di Legambiente e sindacati davanti Palazzo Madama contro il condono. Ieri, pallottoliere alla mano, si riuniscono a Palazzo Chigi Di Maio, Conte e Patuanelli, con il vicepremier che all'uscita definisce «gravissimo l'atteggiamento di De Falco e Nugnes».L'espulsione di De Falco - ne sono convinti i vertici grillini - servirà a dare un segnale. «Noi dobbiamo tenere in piedi i conti del Paese, non quelli della famiglia De Falco», sibila il sottosegretario Buffagni, pungendo nel vivo il comandante che ora valuta una querela. Nugnes sembra sempre più lontana dal gruppo M5S: «Il mio futuro? È da un po' di tempo, ormai, che non riesco più a sapere come finirà la mia settimana», ammette nel cortile di Palazzo Madama. «È chiaro che la situazione di Nugnes si è aggravata negli ultimi giorni - spiega Patuanelli - Io ho fatto di tutto per ricucire i rapporti, ma con lei e De Falco è impossibile». Diverso il discorso per Fattori, «sembra stia facendo di tutto per farsi cacciare, ma dipende solo da lei». Sono invece salvi, per il momento, Mantero e La Mura, che andranno incontro a sanzioni leggere. «Anche se - puntualizza Mantero - non ce le meritiamo. Correggere il governo è un nostro dovere». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI