La strage di Nizza I risarcimenti per la coppia uccisa dal terrore
Fabrizio Guerrini / VOGHERA«Si comunica che il ministero dell'Interno ha concesso i benefici economici di legge a favore di due cittadini residenti in questa provincia in qualità di eredi dei signori Angelo d'Agostino e Gianna Muset, tragicamente deceduti nell'attentato terroristico compiuto Nizza il 14 luglio 2016»: il comunicato della prefettura di Pavia, arrivato ieri, risveglia di colpo, nei giorni dei defunti, la memoria, tragica, della storia vogherese, nazionale, mondiale.«Non c'è prezzo al dolore»Giovedì 14 luglio 2016, Promenade des Anglais a Nizza: tra le migliaia di turisti che aspettano i fuochi artificiali passeggiando tra luci e bancarelle ci sono Angelo D'Agostino 71 anni e sua moglie Gianna Muset, 68 anni. Sono partiti dalla casa di via Garibaldi, a due passi dal duomo di Voghera, per passare qualche giorno in Francia con i loro due amici: Mario Casati (90enne brianzolo) e la compagna Maria Grazia Ascoli (77enne di Milano). Angelo festeggia la pensione (ha lavorato alla Cameron Grove). L'ultimo messaggio ai figli è un sms delle 21,55. Alle 22,30 il tir guidato da Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, stregato dall'ideologia assasina dell'Isis, piomba sulla gente inerme. Uccide 86 persone : sei vittime hanno nomi italiani. Quattro di questi sono quelli di Gianna, Angelo, Mario e Maria Grazia. «La Francia, con una propria assicurazione ha già riconosciuto il proprio risarcimento, adesso lo Stato Italiano fa altrettanto. Ma non sono certo i soldi che potranno dare un senso al dolore»: lo dice Eliano che con il fratello Massimiliano ha vissuto i giorni dell'orrore e poi quelli del dolore. Morire di terrorismo: lo Stato Italiano, grazie alla pratica avviata dalla prefettura di Pavia sulla base della normativa che estende i benefici di legge anche ai fatti di terrorismo avvenuti all'estero , potrà riconoscere ai familiari delle vittime vogheresi un vitalizio (cifra da definire, non sarebbe comunque eclatante). Ma, alla fine quale è il vero prezzo del dolore?«Uniti tra noi»«Ci troviamo di frequente, noi familiari segnati dal lutto di quella notte francese. Cerchiamo di dare un senso a quello che ci è capitato: condividiamo le emozioni e non soltanto i problemi burocratici. Quelli sono un dettaglio. Da questa vicenda terribile è nata un'amicizia intensa. Il legame tra noi è forte». Eliano lo racconta.«INSIEME, per loro»«Domenica verrà a Voghera il figlio di Mario Casati: lo incontriamo spesso. E' un modo per stare insieme nel ricordo dei nostri genitori. Ma non sono solo momenti tristi». Eliano svela così il lato luminoso di questa sua (e di altri) lunga notte iniziata alle 22,30 di giovedì 14 luglio. «Il mese prossimo - dice - andremo, nel torinese, alla cresima della bambina che con sua mamma era quella notte a Nizza. Si sono salvate, ma quello che hanno vissuto le ha segnate profondamente. Sono state a lungo assistite sul piano psicologico». Il trauma resta, dentro: urla e sangue dove prima c'era aria di festa e il profumo del mare. A Voghera Eliano e suo fratello Massimiliano, con le mogli e i nipoti da oltre due anni piangono chi non c'è più. E nella mente rimbomba ancora il suono senza risposta dei cellulari di Angelo e Gianna. Erano le 22,30 di giovedì16 luglio. Quella notte non è più finita. --(ha coll. Alessandro Disperati)