Discariche rifiuti e aree dismesse «Nomi e cognomi dei proprietari»

Maria Fiore / PAVIAUna lettera ai sindaci dei 188 Comuni della Provincia per chiedere il loro aiuto. Dopo il censimento di quasi 300 luoghi a rischio - discariche vere e proprie o capannoni dismessi - disseminate sul territorio, la prefettura passa alla seconda fase: dare un nome e cognome ai proprietari delle aree a rischio. Un'anagrafe da cui, in caso di disastri ambientali (incendi o inquinamenti), si potrà attingere per chiamare anche i proprietari dei capannoni o dei terreni a rispondere del danno. Il monitoraggio delle aree a rischioIl progetto della prefettura è partito dopo che, a gennaio, un capannone pieno di rifiuti fu incendiato con un danno gravissimo per l'ambiente circostante. Il lavoro degli investigatori (che si è concluso poche settimane fa con sei arresti) era stato complicato anche dalla difficile identificazione dei proprietari e del giro di persone che aveva utilizzato il capannone come sito per stoccare rifiuti in maniera illecita. La gravità del rogo aveva spinto il prefetto Attilio Visconti ad avviare una mappatura dei siti a rischio. In primo luogo aree trasformate in discariche vere e proprie, ma anche capannoni abbandonati e quindi potenzialmente pericolosi perché utilizzabili per smaltire rifiuti in maniera illecita. Per quel monitoraggio erano stati già coinvolti i sindaci dei Comuni, che avevano segnalato, in tutto, 289 luoghi a rischio. Di questi, 81 mostrano una presenza evidente di rifiuti e su 37 c'è una richiesta di bonifica alla Regione. Negli altri rientrano anche aree dismesse e capannoni abbandonati: luoghi in cui non ci sono già rifiuti ma potrebbero essere utilizzati in caso di sversamenti illeciti. la lettera ai sindaciIl prefetto ha inviato una comunicazione ai primi cittadini dei Comuni della Provincia «per ringraziarli del lavoro svolto e per comunicare loro l'avvio di questa seconda fase, che sarà incentrata sulla individuazione dei legittimi proprietari che saranno chiamati ad approntare tutte le misure necessarie a impedire l'accesso ai soggetti non interessati». La richiesta di collaborazione riguarda, in particolare, i siti abbandonati, per lo più capannoni industriali dismessi o terreni incustoditi che potrebbero quindi essere usati per lo stoccaggio illecito di rifiuti. la responsabilità dei proprietari«La normativa del Codice dell'Ambiente, in caso di sversamento illecito di rifiuti, prevede esplicitamente che il proprietario dell'area inquinata sia responsabile, in solido con l'autore materiale, per il danno ambientale prodotto - spiega il prefetto Attilio Visconti -. Sarò al fianco dei sindaci nelle iniziative che dovesse essere necessario intraprendere nei confronti dei proprietari inadempienti rispetto all'obbligo di vigilanza e custodia previsto dalla legge». I dati trasmessi dai Comuni saranno discussi nelle riunioni del nucleo di Tutela Ambientale che è stato costituito in prefettura e che vede anche la partecipazione delle forze dell'ordine, di Arpa Lombardia, dei vigili del fuoco e di Ats, «con l'obiettivo - precisano dalla prefettura - di programmare le successive azioni da intraprendere per assicurare che i siti a rischio vengano adeguatamente presidiati». --