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Giovanni Scarpa / lacchiarellaSupermercato Conad, il Tar boccia il piano integrato di intervento che aveva dato il via libera alla struttura, considerando il progetto nella sua globalità come insediamento di grande distribuzione. E, di conseguenza, assoggettabile alla valutazione di impatto ambientale. Secondo i giudici amministrativi, quello che il Comune ha portato avanti con tutta una serie di atti (ora annullati) sarebbe in realtà un vero e proprio centro commerciale. Il ricorso era stato inoltrato dalla Sma, società che gestisce un altro supermercato di Lacchiarella, il Simply.la sentenzaPer i giudici amministrativi non ci sono dubbi: «Il Comune ha autorizzato l'esercizio commerciale Conad considerandolo come una media struttura di vendita, omettendo di considerare che costituisce invece parte integrante di una struttura commerciale unitaria di grande dimensione». Il piano integrato, in pratica, prevedeva due medie strutture di vendita sotto i 1500 metri quadrati ciascuna, anzichè 3000 totali, in modo tale da non dover ricorrere alla procedura prevista dalla normativa regionale secondo la quale è necessario sottoporre l'intero progetto alla Vas. Secondo i ricorrenti, insomma, un escamotage per aggirare la normativa e velocizzare i tempi di autorizzazione. Una scelta dalla quale sono scaturiti tutta una serie di atti amministrativi ora annullati, fra cui il permesso di costruire e la conseguente edificazione del supermercato, le delibere di giunta che hanno corredato il cammino del progetto e gli altri provvedimenti. Tutti presi, partendo dalla convinzione dell'amministrazione che il piano integrato non dovesse essere sottoposto alla Vas, considerando invece l'insediamento commerciale come semplice media struttura di vendita. Ma i due sub lotti in cui era diviso il progetto, secondo il Tar, dovevano essere invece considerati «in maniera unitaria». Determinante, per le conclusioni diametralmente opposte fra le due interpretazioni, la strada presente nell'area. Che, secondo il Comune, avrebbe dovuto rappresentare la divisione fra le due parti, mentre per il Tar non è un reale elemento di interruzione. Quindi, non due medie strutture da 1500 metri quadrati, ma uno solo da 3000. Da qui l'accoglimento del ricorso. E la condanna al pagamento di 9 mila euro per le spese per Comune e Conad.la posizione del comuneGongola, l'opposizione, dopo il verdetto del Tar. "Lacchiarella Domani" chiede addirittura le dimissioni della sindaca. Ma Antonella Violi si dice «tranquillissima»: «E' un presupposto erroneo quello su cui si basa la sentenza e lo dimostreremo al Consiglio di Stato, al quale ci siamo già rivolti chiedendo la sospensiva del provvedimento. Non si tratta di un centro commerciale e quindi non occorreva sottoporlo alla Vas, come confermato da Città metropolitana e Parco Sud». --