Conte incontra Sarraj a Roma e chiede un gesto verso Haftar

Francesca Schianchi / romaDue ore di incontro con il premier di Tripoli, Fayez al Sarraj, altre due con il rappresentante dell'Onu, Ghassan Salamé. A poco più di quindici giorni dalla Conferenza sulla Libia di Palermo, il 12 e 13 novembre, si fa sempre più pressante l'impegno del premier Giuseppe Conte per tentare di salvare un'iniziativa annunciata con grandi aspettative e via via depotenziata dalle assenze eccellenti. Incassato il forfait del presidente russo Putin - ci sarà il premier Medvedev -, superata la delusione per il no del presidente americano Trump (nonostante i giorni fossero stati scelti proprio perché lui si troverà in Francia), dopo che l'altro giorno a Bruxelles il premier si è rivolto al presidente francese Macron con un sorriso, «vieni a Palermo, anche un paio d'ore ma vieni», adesso tutta l'attenzione è su un altro invito importante: il generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica. «Ci ha dato svariate conferme di volerci essere», assicurava solo due giorni fa il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Eppure, ieri il suo portavoce Ahmed al Mismari lo ha definito in un'intervista su un portale libico ancora «indeciso» sul da farsi. La sua presenza è essenziale, perché senza di lui, capace di controllare l'area Est del Paese, ogni accordo sarebbe scritto sull'acqua, e inutile anche la richiesta di Sarraj di un impegno di tutti i partecipanti alla conferenza «a rispettare quello che sarà concordato». Per questo, ieri Conte ha anche chiesto al premier libico un gesto di attenzione verso gli altri interlocutori, nel tentativo di portarli tutti - Haftar incluso - a Palermo. Magari congelando per il momento il tema della Costituzione, il più divisivo. «Conte e al Sarraj - dice il comunicato diffuso da Palazzo Chigi - hanno ribadito la necessità di perseguire, con ogni sforzo possibile, il massimo coinvolgimento di tutti gli attori locali e internazionali che hanno a cuore l'evoluzione positiva della situazione in Libia». Non a caso, prima di partire per Roma, dove ha visto anche il ministro Moavero Milanesi, l'inviato Onu Salamé ha avuto un colloquio a Bengasi proprio col generale Haftar. Lunedì sarà a Roma il presidente dell'Alto consiglio di Stato, Khalid al-Mishri, e mercoledì il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh Issa, proprio per discutere della preparazione della Conferenza, imperniata su tre aree, la road map politica, la sicurezza e l'economia. Analogo invito nella capitale è stato recapitato ad Haftar, ma non si sa se verrà. Intanto nell'incontro di ieri Conte e Sarraj hanno discusso di cooperazione economica e coordinamento sulla lotta all'immigrazione clandestina, e hanno deciso di riattivare accordi sui «programmi di addestramento della guardia costiera». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI