Infermieri senza aule c'è un piano d'ateneo per garantire i corsi

il casoAnna Ghezzi / paviaCollegamenti audio e video tra aule purché siano vicine, così che, in caso di domande, gli alunni possano andare a farle di persona al prof che spiega alla porta accanto. E spazi per alcune lezioni nelle (poche) aule da oltre 200 posti disponibili all'università di Pavia. Sono queste le soluzioni prospettate - già da lunedì - per permettere agli oltre 500 studenti dei primi tre anni del corso di infermieristica di non perdere più le lezioni di istologia, infermieristica, diagnostica per immagini e farmacologia sospese per mancanza di aule. Ieri sulla scrivania del preside di Medicina Maurizio Montecucco è arrivato un possibile programma per risolvere il problema delle aule mancanti per il triennio di Infermieristica. «Stiamo cercando di sistemare la cosa per quest'anno in attesa che ci siano nuove strutture», spiega. Soluzioni provvisorie«Non ci sarà un posto fisso per le lezioni - spiega - ma dalla prossima settimana c'è un programma. Devono valutarlo i direttori dei corsi, sono loro che hanno gli orari. Gli studenti dovranno spostarsi da una parte all'altra ma non si può fare diversamente». Tra le cause della situazione esplosiva di quest'anno, denunciata di rappresentanti degli studenti del gruppo Kos in commissione paritetica e consiglio di dipartimento, c'è stata l'unificazione dei corsi a Pavia dovuta alla necessità di rispettare il rapporto tra numero di docenti e studenti previsto dal ministero per ciascun corso di laurea e dal fatto che, quest'anno, la Maugeri ha negato la disponibilità delle aule che solitamente venivano usate dall'università. Nessuna disponibilità in ospedaleNé Maugeri, nè Mondino hanno messo a disposizione aule, l'aula Golgi del San Matteo non è utilizzabile per le lezioni. «Non c'è stata una disponibilità delle strutture sanitarie con aule più grandi di 200 posti - spiega Montecucco - quindi abbiamo dovuto cercare solo ed esclusivamente strutture universitarie pure, ma con più di 200 posti non ce ne sono molte. Con la buona volontà si risolve tutto, ma bisogna mettercela tutti e trovare un sistema adeguato. È una questione di incastri tra dipartimenti e corsi. Se il piano proposto dall'ateneo verrà accettato dai direttori, le cose dovrebbero sistemarsi già dalle lezioni della prossima settimana. Chiaramente l'anno prossimo con le nuove convenzioni dovremo mettere in chiaro anche l'occupazione delle aule». Gli studenti, al momento, restano in attesa di comunicazioni. --