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PAVIAIn qualità di procuratore della Repubblica ha lavorato per più di trent'anni al tribunale di Palermo: Giuseppe Pignatone terrà oggi alle 21, al collegio Santa Caterina di Pavia, la conferenza "Il 416 bis da Palermo a Roma". Sarà quindi il relatore del secondo appuntamento degli incontri pubblici serali della rassegna "Storia delle mafie italiane", curata dal professore Enzo Ciconte, che quest'anno si concentra nel fare una panoramica sui reati di mafia a partire dalla norma capostipite, il 416 bis del codice penale che ha istituito il reato di associazione di tipo mafioso. Il magistrato ospite ha una lunga esperienza al riguardo, in quanto è stato protagonista di indagini su Cosa Nostra e su Mafia Capitale. Siciliano, classe 1949, Giuseppe Pignatone è dal marzo del 2012 il procuratore capo di Roma. È entrato in magistratura nel 1974 e dopo una breve parentesi come pretore a Caltanissetta, nel 1977 è stato trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo come sostituto. Negli anni Ottanta ha contribuito all'incriminazione dell'ex sindaco Vito Ciancimino, in seguito condannato per mafia. Sua la firma pure sull'inchiesta che ha portato all'arresto di Totò Cuffaro, allora presidente della regione Sicilia, poi condannato a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. E suo è il coordinamento delle indagini che hanno portato all'arresto del superlatitante Bernardo Provenzano. Tra le inchieste seguite da Pignatone, c'è anche quella che ha fatto luce sulla strage di Capaci e quella che ha permesso la cattura del boss Totò Riina. --