Poca sicurezza, le scuole di Pavia bocciate dal dossier Legambiente
PAVIASicurezza a scuole, Legambiente boccia Pavia. Lo fa nell'edizione numero 19 del rapporto Ecosistema scuole 2018. Che scatta la fotografia sullo stato di salute dei 42 edifici scolastici di proprietà comunale. Dalle condizioni dei tetti a quelle strutturali, dalla certificazione di prevenzione incendi alla presenza di impianti elettrici a norma, fino alla vulnerabilità sismica. E Pavia si piazza alla 41esima posizione nella graduatoria nazionale, che conta 83 Comuni (7 i centri esclusi dall'elenco per incompletezza di dati), e in nona posizione rispetto agli altri capoluoghi lombardi. Sono messe peggio solo Monza e Como, mentre Bergamo si piazza sul podio regionale e al terzo posto a livello nazionale. Il dossier si riferisce al 2017 e tiene conto dello stato di sicurezza delle strutture, degli interventi di manutenzione fatti, dell'efficienza energetica, dei rischi ambientali, come la presenza di amianto. manutenzione che manca«Pavia, Monza e Como - si legge nel rapporto - sono le città con le maggiori esigenze di manutenzione degli edifici scolastici». Se risale al 2010 il distacco di porzioni di intonaco alla elementare De Amicis, i black out agli impianti di riscaldamento sono un disagio con cui ogni inverno devono fare i conti molte scuole della città: lo scorso anno è, ad esempio, toccato alla primaria Negri. Problemi che si ripetono e che vanno risolti. Ne è consapevole l'amministrazione Depaoli che ha posto la voce "edilizia scolastica" tra le priorità. Oltre 3 milioni sono già stati spesi dal 2016 allo scorso maggio. Poi ci sono i lavori in corso, quelli previsti per i prossimi mesi di quest'anno (200mila euro per la manutenzione delle elementari) e quelli in programma nel 2019, per i quali sono già stati stanziati 650mila euro. «In passato non erano mai stati eseguiti interventi importanti e, al nostro insediamento, ci siamo ritrovati strutture che richiedevano una manutenzione radicale - spiega l'assessore Giovanni Magni -. Siamo quindi stati costretti a dirottarvi risorse significative per rifare tetti, sanificare i sottotetti, intervenire sul riscaldamento, adeguare e mettere a norma gli impianti elettrici e idraulici. Insomma per consentire agli studenti di frequentare scuole sicure. Solo per le coperture di alcuni edifici abbiamo già speso più di 1milione e 200mila euro». E poi ci sono le certificazioni energetiche. «In alcuni istituti abbiamo già iniziato, per altri sono state avviate le procedure - precisa l'assessore -. Non va poi dimenticato che si tratta di strutture di carattere storico, sottoposte ai vincoli della Soprintendenza. Con la conseguenza che gli adeguamenti comportano investimenti considerevoli». --STEFANIA PRATO