LEADER CAPACI E NUOVE IDEE PER RICOMINCIARE A CRESCERE

Fa una certa impressione vedere che un autorevole periodico come l'Economist, nato nel 1843 con l'intento di modernizzare il Regno Unito, nel festeggiare il proprio 175mo compleanno sottolinei più gli aspetti negativi del liberismo di quelli positivi nei quali ancora crede. Tanto più perché una rapida vittoria l'aveva ottenuta con l'abolizione della Corn Law che bloccava l'importazione di grano e rendeva difficile ai poveri acquistare quel pane che era il loro principale alimento. Tra le colpe di una classe dirigente, nata proprio per effetto di un regime liberale che ha portato alla globalizzazione e a una crescita come non si era mai vista prima, forse la principale è quella di essersi rinchiusa in se stessa proteggendosi dalle conseguenze dell'operare della distruzione creativa che è la forza del capitalismo. Uno studio recente ha mostrato che, nel periodo tra il 1999 e il 2013, le università americane di maggior prestigio hanno ammesso più studenti appartenenti all'1% più ricco della popolazione di quelli provenienti dal 50% meno ricco. Non a caso tra il 1980 e il 2015 il costo di iscrizione è cresciuto a un ritmo 17 volte superiore a quello del reddito medio. Non è solo un fenomeno americano.ACCENTRAMENTO URBANOLe 50 aree urbane maggiori nel mondo producono il 40% della produzione globale, ma ospitano il 7% della popolazione. La pianificazione urbanistica blocca l'ulteriore crescita della popolazione rendendo difficile l'accesso delle nuove generazioni. La conseguenza di questo stato di cose è che: «La gente si sta ritirando in gruppi la cui identità viene definita dalla razza, la religione, le propensioni sessuali». Non bisogna, quindi, meravigliarsi se crescono i partiti populisti. Ma anche sul piano economico la situazione non è brillante. I liberali di un tempo seppero cambiare opinioni e politiche sull'intervento dello Stato per regolare gli eccessi di tipo monopolistico o per contrastare le crisi. Agli inizi del secolo scorso Theodore Roosvelt introdusse normative per combattere i robber barrons (baroni del furto). Lord Keynes ha avuto un ruolo determinante nel contrastare la crisi degli anni '30. Nel secondo Dopoguerra, soprattutto per ridurre l'attrazione del comunismo, è stato Lord Beveridge d introdurre per primo le misure del welfare state.liberismo in declino?L'Economist attribuisce il fenomeno alla mancanza di leader capaci e dotati di idee radicali in grado di attrarre gli elettori. Hillary Clinton, nella campagna presidenziale Usa, ha nascosto la sua mancanza di grandi idee proponendo un gran numero di piccoli rimedi. Jeremy Corbin ha ottenuto la guida del partito laburista nel Regno Unito perché offriva una visione nuova. Purtroppo non sembra che al momento idee nuove e attraenti ci siano e l'invito dell'autorevole periodico inglese a trovarle per mezzo di un'aperta discussione non pare sufficientemente realistica.I liberisti devono prendere atto che, in un mondo in rapido e continuo mutamento, c'è bisogno di nuovi valori che si aggiungano a quelli tradizionali. La storia insegna che ci sono anche secoli bui e il prossimo raggiungimento da parte della Cina della prima posizione nell'economia mondiale non lascia molto spazio al liberismo economico e politico. Dobbiamo, tuttavia, sperare che gli elettori americani nel prossimo voto mettano un freno a Trump che di fatto rappresenta oggi il pericolo maggiore di crisi del sistema come si era sviluppato. Così come nascono rapidissimamente nuove tecnologie forse in futuro nasceranno nuove idee se rimarrà la libertà di esprimerle.