Crisi SuperDì e Iperdì Ci sono tre compratori per Pavia e San Martino

Anna Ghezzi e Sandro Barberis / PaviaNon arriverà nemmeno lo stipendio di settembre ai 110 dipendenti di Iperdì e SuperDì in provincia di Pavia. Lo ha confermato l'amministratore delegato di General Market Spa Franco Culin. Culin ha confermato anche che ci sarebbero dei compratori per i punti vendita di Pavia, San Martino, e Robbio come annunciato al tavolo convocato a Roma, al ministero dello sviluppo economico, sulla crisi della catena di supermercati che conta 45 punti vendita in Italia. «Speriamo che questa volta l'azienda mantenga le promesse», spiegano Tommaso Vitale della Filcams Cgil e Gildo Comerci del Fisascat Cisl che si stanno occupando della vertenza insieme a Domenico Ciccone della Uiltucs. «Il ministero ha incalzato l'azienda sull'apertura dello stato di crisi - spiega Stefano Galli, Fisascat - per permettere ai lavoratori senza stipendio da tre mesi l'accesso agli ammortizzatori sociali». Il tavolo romano si aggiornerà martedì prossimo. tre compratori per pavia e s. martinoL'azienda ha comunicato che entro mercoledì sarà portato a termine l'affitto di ramo d'azienda per il market di Robbio, dove lavorano 32 addetti. Insieme a quelli di Bregnano, Paderno Dugnano, Lodi, Porto Ceresio, Treviglio, Trezzano, Rho, Cesano Maderno, Barlassina, Lomazzo e Novi Ligure, passerà di mano e resterà aperto. «Se la cessione sarà finalizzata mercoledì - spiega Vitale, Cgil - l'azienda salderà lo stipendio di luglio. Non basta, i lavoratori sono senza stipendio da tre mesi». Prevista a fine ottobre la trattativa per i supermercati di Pavia sulla Vigentina e di San Martino (24 dipendenti ciascuno) che dovrebbero essere venduti insieme a San Colombano e altri nove. «Sono tre i compratori potenziali - proseguono i sindacati - ma non ci è stato dato alcun indizio. E l'azienda non ha voluto quantificare i debiti». Cigognola non si vendeAncora oscuro infine il futuro del punto vendita di Cigognola, che conta 31 dipendenti e dipende da Commerciale Oltrepo. Non c'è un potenziale compratore, ma non risulta nemmeno tra i punti vendita in liquidazione come Bergamo, Gagliate, Borgomanero e Lentate sul Seveso. Sui dipendenti, però, pesa la spada di Damocle degli esuberi annunciati, che coinvolgerebbero un lavoratore su tre. --