Var, continuano le polemiche Percassi: «Così è inutile» Nicchi: «Basta lamentarsi»

ROMA«La Var così è inutile, lasciamola perdere». «No, la Var c'è e va utilizzata, basta lamentarsi». A parti invertite rispetto a qualche anno fa, è un presidente (Percassi) a opporsi alla tecnologia per gli arbitri ed è il n.1 degli arbitri (Nicchi) a schierarsi a favore. Chi pensava che, con l'irruzione della Var nei week-end degli italiani, polemiche e discussioni si sarebbero attenuati, può essere considerato un illuso. Colpa degli eventi, degli arbitri, dei presunti simulatori e delle sedicenti vittime di ingiustizie. La polemica trionfa sempre. È più che mai Var della discordia, anche quando lo strumento tecnologico non viene usato, come nel caso del rigore concesso ieri alla Fiorentina contro l'Atalanta, dopo il contatto Toloi-Chiesa. Percassi e Nicchi hanno dato seguito, 24 ore dopo, alla domenica rovente del Franchi con un botta e risposta indiretto. Al centro della contesa l'arbitro Valeri, già ripreso da Nicchi dopo Udinese-Torino; e soprattutto la tendenza dei direttori di gara a svincolarsi dall'ausilio video, peraltro già emersa nella seconda metà della stagione scorsa. «Se la Var non viene utilizzata, meglio lasciar perdere - è tornato ad accusare Percassi - Mi pare che quest'anno non se ne faccia un uso in linea con le sue finalità. A Firenze abbiamo giocato una grande partita, perdendo per un episodio che abbiamo già commentato abbastanza». Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, non ha voluto invece calcare la mano, dopo avere discusso animatamente con il collega Gasperini all'uscita del campo. «Sul rigore di Chiesa c'è poco da dire: l'arbitro ha visto così, probabilmente era convinto che ci fosse il rigore e ha ritenuto di non avvalersi della Var. Avrà parlato con i colleghi davanti al video e la sua decisione non è cambiata. Lo strumento tecnologico è giusto usarlo se l'arbitro ha dei dubbi». L'ex designatore Paolo Casarin spiega che, sul rigore di Fiorentina-Atalanta, la «tecnologia non c'entra niente: è un discorso di arbitri, non di procedure o di rivoluzioni». --