Passeggiava nel bosco col cane 18enne ucciso da un cacciatore

Loredana Apricale / IMPERIAÈ morto a soli 18 anni, ucciso da un colpo di carabina esploso da un cacciatore, mentre camminava nel bosco con il suo cane senza accorgersi di essere finito in mezzo a una battuta al cinghiale.La tragedia, l'ennesima che chiama in causa un tipo di attività venatoria molto pericolosa e invasiva del territorio, si è consumata ieri mattina poco dopo l'alba in una zona a monte di Apricale, borgo di 650 abitanti in valle Nervia, nell'estremo Ponente ligure. La vittima è un giovane del paese, Nathan Lebolani, figlio unico di Karina, di origine ceca (che si è sentita male alla notizia del decesso del figlio), e di Enea. È morto dopo due ore di agonia nel bosco, mentre i medici del 118 stavano tentando l'impossibile per salvargli la vita, con l'aiuto dei vigili del fuoco e del Soccorso alpino, necessari per intervenire nella zona impervia. I genitori erano a pochi metri dal luogo della tragedia; sono stati allertati dell'accaduto dai carabinieri. Il proiettile ha raggiunto Nathan alla schiena e poi gli ha devastato l'addome. Accanto al giovane c'era il so cane Ringhi. A sparare è stato un altro giovane, un operaio di 29 anni di Ventimiglia che aveva rinnovato per la terza volta, due mesi fa, il porto d'armi, posseduto da quando era poco più che adolescente. È accusato di omicidio colposo: avrebbe premuto il grilletto dopo aver visto muoversi una sagoma tra gli alberi, scambiandola per quella di un cinghiale. Nathan Lebolani avrebbe compiuto 19 anni il 28 ottobre. Era un ragazzo amatissimo dai coetanei e molto conosciuto ad Apricale e in vallata; faceva consegne di olio e legna per l'emporio di prodotti tipici gestito dalla famiglia e coltivati nell'azienda fondata dal nonno.Chi ha premuto il grilletto di una carabina calibro 300 convinto di uccidere una preda fa parte della squadra di cacciatori di cinghiali di Camporosso, altro paese della valle Nervia, ieri nella zona di battuta affiancata da quella di Perinaldo. «Ho sentito un forte rumore e ho lanciato un richiamo per capire se fosse una persona, ma nessuno mi ha risposto», ha dichiarato il cacciatore, sotto choc, ai carabinieri di Ventimiglia, che ne proteggono cautelativamente l'identità. Non era però un cinghiale quello nella boscaglia, ma il giovane, a non più di venti metri dal cacciatore. Nathan, impaurito, si sarebbe accovacciato, e in quella posizione è stato raggiunto dal colpo fatale.La squadra di cacciatori avrebbe occupato la zona rispettando le norme, che ad esempio prevedono che ogni partecipante alla battuta si piazzi in una postazione predefinita e nota agli altri, per evitare il rischio di colpirsi reciprocamente. Tutti risulterebbero anche aver indossato l'obbligatorio gilet arancione di riconoscimento. È ancora difficile capire come Nathan si sia avventurato in una zona a rischio: probabilmente non sapeva che quel tratto di bosco era area di caccia, forse era arrivato con il suo cane ancora prima dei cacciatori.Per soccorrere il ragazzo è stato chiesto l'intervento dell'elicottero da Cuneo, perché farlo arrivare da Genova avrebbe richiesto più tempo. Ma la morte è sopraggiunta prima che si riuscisse a issare il ragazzo a bordo con il verricello. Per tutto il giorno i carabinieri hanno interrogato il giovane che ha sparato e gli altri cacciatori. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI