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PAVIAIl bitcoin, la moneta digitale o criptovaluta, fa il suo ingresso nei negozi di Pavia: taglieri di salumi, birre, scarpe, piadine, dalla prossima settimana si potranno acquistare anche in bitcoin. L'idea è di due ragazzi pavesi, Edoardo Vecchio, 25 anni, e Giuseppe Nicola Spinillo, 23 anni. «Da lunedì, installeremo gratuitamente i dispositivi per eseguire i pagamenti in bitcoin in 20 esercizi della città, dalle piadinerie ai negozi di scarpe - spiega Edoardo, laureato in economia all'università di Pavia, con un master alla Sorbona - Ci siamo appassionati di bitcoin nel 2014, inizialmente attratti dalla speculazione ma è nel 2016 che abbiamo cominciato a fare i primi investimenti e a lavorare nel settore. Abbiamo fondato la nostra società, la "Coin society", a luglio 2018 e ora stiamo creando una rete per farci conoscere e per avvicinare le persone al bitcoin». Nati nel 2009, i bitcoin sono una moneta virtuale dal valore estremamente variabile che si basa su domanda e offerta: se nel 2012 un bitcoin valeva circa due euro, oggi ne vale più di cinquemila, ma sono moltissime le fluttuazioni che ha avuto nel corso degli anni, tra impennate e crolli verticali. Il bitcoin non è una moneta materiale: non esistono banconote o banche, ma sono generati da un computer attraverso operazioni complesse e contenuti in portafogli virtuali. Le transazioni avvengono da utente a utente, e sono registrate su un libro dei conti digitale. Come funzionerà la spesa a Pavia? «I gestori dei negosi potranno scegliere se incassare la valuta digitale, o ricevere la somma in euro che sarà prelevabile una volta raggiunti i 50 euro dai pagamenti in bitcoin. Il cliente può pagare in bitcoin tramite il proprio smartphon: un'app farà da convertitore tra il prezzo in euro e il corrispettivo in valuta digitale, generando un codice che verrà letto dal dispositivo del gestore del locale. Se il gestore preferisce ricevere euro, è sufficiente impostarlo sul lettore». --VALERIA SFORZINI