Badante stuprata per ore dopo l'aggancio via web L'aggressore confessa
milano«Provo piacere quando lo faccio». Questa la risposta agghiacciante che la vittima di uno stupro nel Milanese s'è sentita fare dal suo aggressore. La vittima, una 24enne, era stata adescata con la scusa della proposta di un lavoro da badante e poi violentata. In provincia di Varese invece una ragazzina minore è stata aggredita mentre rincasava e poi stuprata. Nel primo caso l'aggressore, Razvan Alexandru Popa, romeno di 39 anni, è stato arrestato. Due episodi che si aggiungono alla scia delle violenze sulle donne. Nel Varesotto, domenica scorsa, nel mirino è finita una ragazza di 16 anni. L'uomo l'ha aggredita nei pressi di una stazione ferroviaria. La giovanissima sarebbe stata sorpresa alle spalle mentre rientrava a casa, nel tardo pomeriggio di domenica. «Vieni con me, ho un coltello in tasca» le avrebbe detto l'aggressore, obbligandola poi a seguirlo in un anfratto di un sottopassaggio. Lì l'avrebbe costretta ad atti sessuali, per poi fuggire. Soccorsa da alcuni passanti, la sedicenne è stata accompagnata in ospedale. Indagano i carabinieri. L'altra violenza è accaduta a Rozzano (Milano) lo scorso 26 agosto ma l'aggressore è stato arrestato ieri. Quando col naso fratturato e il corpo segnato, lei ha chiesto il perché della violenza, Popa ha risposto con calma: «Lo faccio perché provo piacere». La giovane, che vive con la madre in provincia di Salerno, è stata agganciata su Facebook tramite una pagina di annunci per colf. Il romeno s'è spacciato per un intermediario e i due hanno fissato l'appuntamento per il 26 agosto. Lei è arrivata a Milano in treno e col taxi ha raggiunto l'appartamento in via dei Giaggioli nel comune a sud del capoluogo lombardo. L'uomo l'ha accompagnata in casa per sistemare le valigie, si è fatto consegnare 150 euro per l'intermediazione. Le ha offerto una birra, e poi in casa è iniziata la violenza fisica e sessuale durata ore. Al termine dell'incubo, le ha detto di risalire su un taxi e andarsene. La moldava è stata soccorsa da una donna nel primo pomeriggio su una panchina poco distantePer scovare l'aggressore è stato necessario un lungo lavoro di analisi delle celle telefoniche, i carabinieri della compagnia di Corsico hanno infine scoperto che era già destinatario di due mandati di cattura internazionale emessi nel 2016 dalla Romania per una pena complessiva di cinque anni. Eppure in Italia era un fantasma. E su Facebook gestiva un profilo falso di una donna: tutti i 1.400 contatti erano giovani dell'Est Europa. -