togliere le autostrade ai privati: ma come?
La vicenda del crollo del ponte Morandi di Genova ha portato alla ribalta della politica questioni all'interno delle quali si evidenzia l'intreccio tra le responsabilità dell'azienda concessionaria e quelle della pubblica amministrazione. Sciogliere un tale intreccio non è facile, come testimonia l'emergere all'interno del mondo politico di due opposti schieramenti.favorevoli e contrariUno è favorevole alla nazionalizzazione della rete autostradale italiana e l'altro è favorevole al mantenimento della privatizzazione di tale rete. I favorevoli al mantenimento della gestione privata della rete sono soprattutto coloro che politicamente appartengono alla sinistra istituzionale italiana, mentre i favorevoli alla nazionalizzazione sono coloro che appartengono al cosiddetto schieramento populista, oggi maggioritario in Italia. La posizione che la sinistra istituzionale predilige con tutta probabilità trova le sue origini nella strategia adottata dai governi ulivisti di alcuni anni addietro. Una strategia volta a far cassa per consentire all'Italia un più agevole ingresso nell'area euro, puntando a ridurre il livello del debito pubblico. Nel far cassa si sono attuate privatizzazioni giuste, ma si sono anche adottate privatizzazioni dubbie.interessi pubblici e privatiCerte imprese pubbliche sono state privatizzate favorendo, in certa misura, gli interessi dei privati e quindi penalizzando l'interesse collettivo. Soprattutto non ci si attenne a un principio che, a mio avviso, dovrebbe essere sacrosanto e cioè che la gestione di un monopolio, soprattutto se naturale, non può essere assegnato a soggetti privati. Il Sole 24 Ore del 30 agosto riporta una frase di Gianluca Benamati (Partito democratico) secondo cui occorre chiedersi se «la convenienza per i cittadini sta solo nella nazionalizzazione dei grandi servizi o passa anche per la concorrenza». Certamente la convenienza passa per la concorrenza ed è bene che i privati possano operare in settori dove la concorrenza è possibile. La governance di certi settori produttivi è mutata grazie a profondi cambiamenti tecnologici. Così è avvenuto nella telefonia mobile oppure anche nel sistema televisivo o, ancora, nel sistema ferroviario. Settori che oggi manifestano un più elevato tasso di concorrenza. Ma nel caso delle autostrade non mi pare che accanto ad una autostrada "alfa" se ne possa costruire una parallela, "beta", gestita da un operatore diverso da quello che gestisce l'autostrada "alfa". Una autostrada è unica e unico ne è il concessionario. Si tratta di un monopolio naturale e per ciò stesso capace di gestire le tariffe in modo da rendere i profitti attesi una variabile indipendente. Nel frattempo le spese per investimenti infrastrutturali e per la manutenzione possono diventare variabili dipendenti.monopoli naturaliTra i fautori della privatizzazione anche di monopoli naturali vi sono coloro che affermano l'impossibilità di affidare la governance di un settore come le autostrade ad aziende pubbliche perché lo Stato è un cattivo amministratore. Mi sembra una affermazione che riposa sull'idea che la pubblica amministrazione sia irriformabile e strutturalmente incapace di funzionare bene. Con ciò si ritiene ineluttabile la gestione privata anche di monopoli. Invece, dovremmo preoccuparci di migliorane le capacità professionali e tecniche di chi opera nella pubblica amministrazione. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI