Senza Titolo

il progettoPAVIA«Io mi chiamo Mario e sono un bambino».Ma che cosa accade se Mario nasce con una disabilità? Quanti genitori ancora oggi si chiudono in se stessi e non sanno nulla riguardo alla patologia, ai diritti e alle forme di tutela del loro piccolo appena nato?Da qui la volontà, da parte dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pavia, di organizzare un momento di confronto aperto a tutta la cittadinanza tra infermieri, Anffas, associazioni che si occupano di disabilità, assistenti sociali.Al centro loro: i tanti "Mario" che potrebbero beneficiare di qualche forma di aiuto per affrontare la propria disabilità in maniera meno solitaria e magari non lo sanno.Un progetto da sviluppare in rete e che si chiama appunto "Io mi chiamo Mario e sono un bambino".L'incontro tra gli attori coinvolti a vario titolo nel progetto sarà lunedì 17 settembre, alle ore 17, presso la sede OPI di Pavia (via Flarer 10): il primo di una serie di dibattiti volti a spezzare quella sorta di crisalide dentro al quale spesso è costretto il bambino portatore di disabilità. «Io sono infermiera al San Matteo, in cardiologia pediatrica - sottolinea Roberta Bocchiola, consigliera per il terzo settore nell'Opi di Pavia- e vedo ogni giorno famiglie con bambini disabili arrivare nei nostri ambulatori con tanta confusione riguardo alle leggi che tutelano il loro figlio oppure senza sapere niente circa i possibili aiuti che potrebbero ottenere. E quando nasce ad esempio un bimbo down i genitori non sanno che cosa fare, dove andare per poter beneficiare delle opportunità presenti sul territorio. In questi anni inoltre assistiamo a una grande crescita del numero di bimbi autistici, con i genitori che a volte si chiudono a riccio perchè non sanno da chi farsi seguire, andando così ad accrescere l'isolamento in cui versa il figlio».Da questo primo incontro in programma il 17 settembre nasceranno delle linee guida comuni, che verranno poi presentate ai politici locali e regionali, affinchè i tanti "Mario" possano crescere avendo una traccia per il futuro. --DANIELA SCHERRER