Senza Titolo
La speranza che la Ferrari possa ancora farcela resta ma un brutto colpo è arrivato proprio dalla gestione di questa fase in cui le Rosse sono migliori dei rivali. Il risultato, grazie a un pilota fin troppo dottor Seb e mister Vettel, è stato deprimente. Al pari delle parole del dopo con le accuse ai rivali di avere «piloti camerieri», come se la Ferrari non avesse mai fatto ricorso ai giochi di squadra, addirittura quando erano vietati. Parentesi non elegante: si può perdere, si può sbagliare ma non è bello creare un clima pessimo nei confronti di un rivale come la Mercedes che rischia di vincere il titolo senza avere la vettura migliore. La moto migliore, purtroppo, non ce l'ha Rossi, alle prese con una Yamaha deprimente. Valentino è ancora secondo a suon di mezzi miracoli ma non vince da 437 giorni e rischia di non farlo chissà per quanto. Dura pensare a una giornata di gloria nel circuito che porta il nome di Marco Simoncelli, il pilota amico scomparso quasi sette anni fa e rimpianto da tutti. Oggi ce lo ricorda il padre Paolo in una struggente intervista: un padre che prosegue il lavoro del figlio morto inseguendo un sogno regalando quel sogno ad altri piloti. A Silverstone Tito Rabat ha rischiato grosso e per fortuna è solo storia di gambe rotte. Il motorsport è così, è molto meno pericoloso di prima ma si rischia sempre grosso. E non c'è somma e non c'è gloria che possa ripagare un sorriso spento per sempre. Prima di fischiare, forse pensare a tutto questo un po' aiuterebbe. --Stefano Tamburini BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI