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Il casoIfantria e zanzare:io interverrei cosìMi permetto di scrivere, dopo aver letto i vostri articoli apparsi in questi giorni, per sottolineare certi aspetti della lotta all'ifantria americana. Io penso che per vincere la guerra a volte si è sacrificato qualche soldato; penso sia il caso di questi lepidotteri. E' vero che le piante senza foglie crescono meno (ma crescono ugualmente), e che andremo a sacrificare anche qualche insetto utile, ma se lasciamo proliferare questa ifantria l'anno prossimo avremo molti più attacchi e si sposteranno su mais, soia e pioppeti, o ce la troveremo in casa come è già successo. Per mia esperienza di vecchio disinfestatore, consiglierei nei piccoli attacchi di tagliare i rami e bruciarli, ma nei grossi di trattare con atomizzatori: con un piretroide sintetico associato al Bacillus Turingensis, varietà Kurstaki, si possono avere dei buoni risultati. Mi spiego, il piretoide è un ottimo abbattente e il Bacillus agisce sulle piccoline e sulle uova. Lontano dalle abitazioni e nei pioppeti, usando un prodotto tipo Daskor, in 1 minuti si vedrà una pioggia di lepidotteri morti cadere al suolo. Lo so che è un prodotto che puzza un po', ma molto efficace e poco costos all'impiego.Per quanto riguarda il problema zanzare, la prevenzione ormai la conosciamo tutti. I grandi focolai sono: i sottovasi (svuotarli oppure mettere nell'acqua un filo di rame); fogliame e grondaie sporche e qualsiasi ristagno d'acqua (tombini, bocche di lupo), qui meglio fare prevenzione con pastiglie anti larvale in primavera. Grandissimi focolai sono le gomme d'auto e camion, in Emilia Romagna hanno l'obbligo di trattarle con prodotti insetticida. Prodotti da usare sono molti, basta associarli con Bacillus Turingensis varieta Kurstaki.Attenzione, potrebbe anche esserci un altro lepidottero, la caniola dei tetti, che si propaga velocemente, specialmente sui tetti con coppi vecchi, dove si formano dei funghi e altro cibo di cui sono molto ghiotti.Lettera firmata. BelgioiosoReligioneIl tarlo odiernodel cattolicesimoSono giornate difficili per Papa Francesco, che nei suoi viaggi per il mondo evidenzia il flagello della pedofilia presente nella Chiesa cattolica. Un male risaputo e sempre taciuto: difficile dare giudizi, ma ci si chiede come possa essere compatibile con la fede.L'opzione cristiana è anche oggi quella più razionale e più umana. Togliamo il dito dalla piaga e lasciamola rimarginare. Condividere i sentimenti di sofferenza e vergogna serve solo ad alimentare opinioni che non troveranno mai riscontro, se non il perdono di Dio.Il cattolicesimo non è un contenitore di abusi, ma un movimento religioso che opera nel bene comune che aderisce pienamente con intelligenza e volontà alla ricerca della fede. Più volte sembra di assistere a tristi fiction televisive dove la notizia della pedofilia ha il sopravvento. Ora basta, la giustizia apostolica su questo tema deve fare il suo corso e non resta che riprendere la strada delle libere coscienze e far valere il buono, spesso è l'assenza di Dio la radice più profonda del male e della sofferenza. Lasciamo libero arbitrio ad ogni essere umano per ribaltare il male e tutti abbiamo bisogno specialmente i nostri ragazzi, adolescenti e giovani di vivere la fede come gioia e con serenità.La Chiesa deve unire, non allontanare con comportamenti non consoni.Luisemi. Zeccone