"Diciotti", si indaga per sequestro La mossa dei pm contro il governo
Nicola Corda / ROMASi indaga per sequestro di persona e arresto illegale. Dopo la visita sulla nave Diciotti durata un'ora e mezzo, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, non esclude questa ipotesi di reato. Ai 177 migranti a bordo della nave della guardia costiera attraccata sul molo di levante del porto di Catania da lunedì, viene impedito di sbarcare in seguito all'ordine del vicepremier Salvini e del ministro Toninelli. «Eccomi - replica polemico il capo della Lega - sono ministro dell'Interno con il mandato preciso di difendere i confini di questo Paese, di occuparsi della sicurezza e se bloccare le navi mi comporta accuse e processi, ci sono».Uno scontro in piena regola con la magistratura che ha aperto tre inchieste ad Agrigento, Catania e Palermo e sullo sfondo il rischio di un conflitto tra le forze di sicurezza e la polizia giudiziaria. «La situazione a bordo è critica. Ci sono diversi casi di scabbia. E comunque, in base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare», ha detto il pm Luigi Patronaggio. Notizie ignorate da Toninelli secondo cui «sulla Diciotti stanno tutti bene e l'Europa deve battere un colpo». Il pressing per far sbarcare i minori arriva anche da parte della procura di Catania che ha aperto una seconda inchiesta sulla vicenda e della procura dei minori etnea che ha inviato una lettera ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture con la richiesta di rilasciare i ragazzi non accompagnati: e ieri sera alle 22 è iniziata una riunione per organizzare lo sbarco. Il terzo fascicolo, con l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, è stato trasmesso da Agrigento alla Dda di Palermo. Nel braccio di ferro sullo sbarco negato, la maggioranza di governo accusa apertamente Malta di aver costretto la guardia costiera al salvataggio in acque italiane del barcone carico di migranti e soprattutto l'Unione Europea di disconoscere l'accordo di giugno per il ricollocamento. «I 29 bambini a bordo possono scendere, gli altri si attaccano», replica Salvini richiamato anche dal presidente della Camera, Roberto Fico, che gli aveva chiesto di far sbarcare i naufraghi. Secca la reazione del leader leghista: «Lui faccia il presidente della Camera, io faccio il ministro con un programma e un contratto di governo da rispettare». Dunque linea dura confermata, e scontro con l'alleato Fico, che accomuna agli altri presidenti «Bertinotti, Fini, Boldrini, una carica non fortunata...». «Eletto per far rispettare i principi della dignità umana», è la controreplica il presidente di Montecitorio. Sul divieto di sbarco, l'opposizione del Pd non risparmia attacchi al governo, e alcuni parlamentari, con il segretario Maurizio Martina, si sono recati in banchina per verificare di persona la situazione. La nave Diciotti però resta off limits anche ai deputati, «una vergogna nazionale - dice l'ex premier Gentiloni - Salvini non è al di sopra della legge, non guida il governo, non comanda la guardia costiera e non decide la grazia ai bambini e la condanna agli adulti».La vicenda resta in un drammatico stallo: il premier Conte richiama ancora una volta l'Europa alle sue responsabilità, ma da Bruxelles la nota della Commissione è sempre la stessa: «Non si può andare avanti con azioni ad hoc, servono soluzioni strutturali». - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI