Capannone crollato e due case inagibili Scatta l'emergenza
SANTA MARGHERITA STAFFORAUn capannone agricolo crollato e due case inagibili per una frana causata da un fosso ostruito e dalla mancanza di tubazioni che dovrebbero recuperare le acque piovane. E' accaduto alla frazione Sala di Santa Margherita Staffora dove Il proprietario degli immobili danneggiati, Gianfranco Bariani, ha segnalato i fatti al sindaco e alla prefettura, in vista di una richiesta di risarcimento. I PRIMI PROBLEMI E IL CROLLOI primi problemi risalgono al lontano 1993, una situazione che si è trascinata fino al cedimento, pochi giorni fa, del capannone utilizzato per il ricovero degli attrezzi. «Dopo il crollo sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco - racconta Bariani - per mettere in sicurezza l'area. Oltre ai pompieri sono intervenuti anche il tecnico comunale e il comandante della polizia locale. I guai sono iniziati alla fine degli anni '80, quando l'amministrazione allora in carica decise di chiudere il fosso di raccolta dell'acqua piovana che scende lungo la provinciale per il Brallo. Per risanare la situazione - prosegue il proprietario - erano stati stanziati 300 milioni di lire. Con quei soldi sono state realizzate una fognatura e una griglia a monte della mia abitazione, ma ogni volta che piove si riempie di sassi e quindi non serve a nulla».LE CASE LESIONATELe abitazioni di Gianfranco Bariani sono completamente lesionate e quindi inagibili. «Ho chiesto al Comune di riaprire il fosso che consente di far defluire l'acqua piovana - sbotta ancora l'uomo - ma nessuno mi vuole ascoltare e per questo motivo metterò l'intera documentazione nelle mani di un avvocato. Da tempo aspetto che il Comune intervenga. Solo in questo modo si eviterà che oltre al capanno agricolo crollino anche le case di mia proprietà che sono diventate inagibili». Bariani ha inviato una lettera sia al sindaco che alla prefettura in cui chiede un pronto intervento per la messa in sicurezza di quest'area. Il sindaco di Santa Margherita, Andrea Gandolfi, preferisce non commentare la vicenda. Almeno per ora.--ALESSANDRO DISPERATI