L'ingegnere ora alleva le api «La vita non si controlla così ho scelto l'incertezza»
LA STORIAPAVIAProgettava case eco-friendly, ponti e ospedali antisismici da realizzare in aree esondabili. Ora studia le abitazioni delle api.L'ingegnere pavese Lorenzo Buratti a 36 anni ha chiuso nel cassetto la sua laurea (presa nel 2006 all'Università di Pavia con i professori Alessandro Greco e Rui Pinho, proponendo un parco residenziale in area Ticinello) e ha scelto di vivere all'aria aperta dedicandosi all'apicoltura. Galeotto è stato un corso di formazione promosso dall'Api Lombardia dello storico presidente Armando Lazzati.«Sono rimasto affascinato dalla realtà delle api, così misteriosa e quasi perfetta - spiega- mi si è aperto un nuovo mondo: il rapporto complesso con un intero alveare, in cui tutti gli elementi cooperano in modo auto-organizzato». Dopo quel corso Lorenzo Buratti, che lavorava in una società ingegneristica pavese, matura la decisione di prendere cinque alveari e di dedicarsi al suo nuovo hobby, che diventa sempre più totalizzante. «Ho deciso di abbandonare il cosiddetto posto fisso e di pormi sul mercato come libero professionista -commenta Lorenzo- e successivamente di dedicarmi solo alla cooperazione internazionale. Ancora adesso collaboro con la Ong Aispo (Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli) insieme all'amico Giampaolo Romanin».Il passatempo cede il posto alla professione, soprattutto dopo l'incontro con i "maestri" Massimiliano Gotti e Barbara Leida. Così Lorenzo diventa a tutti gli effetti apicoltore. Ora in terra pavese ha alcune centinaia di cassette e dalle sue api ricava il miele per la Cooperativa Conapi, di cui è socio, che unisce circa seicento apicoltori in tutta Italia. Sta valutando anche di testare nuove esperienze al Sud, dove l'apicoltura è stanziale e dove esistono più zone sostenibili dal punto di vista ambientale. «Al Nord siamo organizzati e professionali -commenta- ma l'ambiente è diventato ostile. I trattamenti sui campi causano avvelenamenti e le api restano disturbate e squilibrate». Oggi Lorenzo non tornerebbe indietro. «Sono felice di essere riuscito a sviluppare un rapporto con esseri semplici e meravigliosi come le api - sorride - anche se come in tutti i lavori legati alla terra si vive nell'incertezza. Ma è una precarietà che fa capire quanto sia sbagliato illudersi di poter controllare tutto nella vita. Le api non sono addomesticabili; bisogna capirle e rispettarle, imparando a gestire l'ansia e i loro tempi. Non è facile. Spesso sento dire che l'apicoltura sia facile e redditizia. Nulla di più sbagliato, ci vuole tenacia. Tante persone oggi vogliono vivere di apicoltura, ma molti poi mollano». --DANIELA SCHERRER