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Claudio Malvicini / PAVIALa popolazione invecchia, ma i medici diminuiscono invece di aumentare. Il problema, secondo le stime regionali, diventerà drammatico nei prossimi anni, tanto che nel 2025, con il trand attuale, ce ne saranno il 42% in meno in servizio in Lombardia (da 16.567 e 9.567). Già ora ci sono posti negli ospedali, anche della provincia di Pavia, che non vengono coperti per carenza di dottori. Colpa del numero chiuso per l'iscrizione alle facoltà di medicina, ma anche dei pochi posti (e pochi fondi) per le specializzazioni in tutta Italia (due anni a 1.652 euro di stipendio al mese, gli altri a 1.710). La carenza di posti di specializzazione costringe molti dottori al precariato e svuota soprattutto gli ospedali pubblici. In quelli gestiti da Asst Pavia, ad esempio, mancano soprattutto anestesisti, cardiologi, ortopedici e pediatri. Conosce il problema Maurizio Raimondi, primario di anestesia e rianimazione degli ospedali oltrepadani.Dottor Raimondi, cosa non funziona?«Tante cose. Prima di tutto ci sono specializzazioni che i giovani medici preferiscono evitare, come chirurgia, per paura delle denunce. Poi c'è la rigidità imposta dal concorso di specializzazione, per cui ci sono medici che si formano a Pavia, ma che arrivano da altre parti d'Italia e che appena possono, si avvicinano a casa».Può spiegarci meglio?«Il concorso per i posti di specializzazione è nazionale per cui puoi anche trovare posto lontano da qui, magari a Palermo, o per una specializzazione che non volevi. Ma se rinunci, devi aspettare un anno per riprovarci».Ci sono delle ricadute negli ospedali pavesi?«Sì, ve lo spiego con un esempio. A fine agosto Asst bandirà un concorso per due posti a tempo indeterminato da anestesista rianimatore, ma so già che entro fine anno andranno via in sei: quattro a Voghera e due a Vigevano. Non so se riusciremo a coprirli e comunque, visti i tempi dei concorsi, quelli che arrivano da altre aziende entreranno in servizio solo in primavera. Considerate inoltre che anche altre aziende possono pescare dalla graduatoria di un concorso pubblico. Un medico potrebbe vincere il concorso da noi e poi andare altrove».Perché succede?«Perché magari lo pagano di più da un'altra parte o perché altrove pensa di fare un'esperienza più formativa. C'è anche chi preferisce fare il libero professionista perché così non ha i vincoli del reparto».Come incide la presenza delle cliniche private? «Non è raro che i privati prendano i professionisti dalle strutture pubbliche. Ad esempio tre anestesisti di Asst sono passati alla Maugeri, uno dei quali dopo essere andato in pensione. Ma anche i privati faticano a trovare professionisti». Cosa si può fare per invertire il trand?«Se anche sbloccassero il numero chiuso in università oggi, passerebbero 12 anni prima di veder cambiare le cose. Si può intervenire subito sugli specializzandi. All'estero già dal secondo anno (dei cinque previsti, ndr) possono sostituire, con limitazioni, un medico di ruolo. Se quattro anni sembrano troppi, si potrebbe permettere agli specializzandi di lavorare come i medici di ruolo almeno negli ultimi due anni del quinquennio». --