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BinascoUn cantieremal gestitoMartedì 24 luglio 2018 ci siamo trovati imbottigliati nel traffico delle due rotatorie ai poli dello svincolo autostradale di Binasco. Ore di coda già dalle 7,30 del mattino. Inconcepibile gestire la situazione in questo modo. Si consiglia vivamente di chiudere lo svincolo autostradale almeno per le settimane dei lavori, in modo tale da avere una circolazione di sole auto residenziali. Se questa soluzione non aggrada, allora il Comune di Binasco posizioni dei vigili a dirigere il traffico, in modo tale da non lasciare la giungla che si è creata il primo giorno di cantiere. Lettera firmataSan MartinoLe mie dimissionistrumentalizzateIn merito all'articolo apparso il 20 luglio sull'interpellanza presentata dal consigliere Abbiati durante l'ultimo consiglio comunale di San Martino Siccomario e relativa alle mie dimissioni da assessore, tengo innanzitutto a precisare che la mia assenza era giustificata da motivi di lavoro che mi hanno portato all'estero quella settimana. Il sindaco lo sapeva da tempo e infatti il consiglio era stato fissato inizialmente per il 12 luglio e poi spostato al 19, con comunicazione il giorno 10, per l'assenza di alcuni consiglieri di maggioranza che erano in vacanza.Con questa mia lettera voglio dissociarmi dai toni e dai modi con cui le mie dimissioni sono state strumentalizzate dalla minoranza, anche se ero consapevole che il mio gesto si poteva prestare adun tale atteggiamento da parte di chi, da sempre, è stato contro l'amministrazione del sindaco Zocca. Personalmente sono ancora convinto che 4 anni fa sia stato giusto lavorare per il progetto della lista Oltre e, come ho già fatto, ancora una volta ringrazio Alessandro Zocca per l'opportunità che mi ha dato. È però evidente che, se ho deciso con molta sofferenza di lasciare, non è stato esclusivamente per una singola divergenza, ma per atteggiamenti e prese di posizione che, negli ultimi tempi, si sono discostati dal progetto iniziale, progetto che prima di essere un elenco di cose da fare, era un modo "diverso dal passato" di essere gruppo, di essere presenti sul territorio, di ascoltare i cittadini, di vedere la politica come servizio e non come interesse, di dialogare con tutte le associazioni, di essere trasparenti e di lavorare "a porte aperte", di decidere per il bene della cittadinanza e non per imposizione del partito o in previsione delle future elezioni.Ecco, se è vero che tante cose sono state fatte, se è vero che qualcosa siamo riusciti a cambiare (e scrivo "siamo" perché fino a ieri ero da quella parte), forse non siamo stati capaci di andare Oltre a certi atteggiamenti.Andrea Viola. San Martino SiccomarioLa polemicaSindone, un'indagineche lascia perplessiL'articolo sulla Sindone comparso sulla Provincia Pavese del 17 luglio riferimento alla pubblicazione di studi condotti nel 2014 dai professori Borrini e Garlaschelli, secondo i quali le "colature di sangue" presenti nel Telo sindonico non sarebbero tutte riconducibili alle posizioni che può assumere il corpo di un uomo crocifisso. Essi iniziano riferendo gli studi anche sperimentali di altri ricercatori. (quali mons. Ricci, Pbarbet, Zubige, ecc.). Gli autori di questo articolo tralasciano però di dire che questi studiosi, nella maggior parte medici, pur nelle diverse interpretazioni date ai rivoli di sangue, sono tutti concordi nel sostenere che la Sindone è il vero lenzuolo funebre di Gesù di Nazareth. AI contrario Borrini e Guarnaschelli sono convinti che sia un falso. Ma è il modo di indagine che suscita molte perplessità. Infatti i due studiosi dicono che i test sono stati eseguiti per capire lo scorrere del sangue sul corpo di un uomo crocefisso e la sua possibile compatibilità con l'immagine impressa sulla Sindone, piuttosto che valutare la forma della macchia sulla stoffa. Ma non è dalla forma della macchia sulla stoffa che si può ricostruire com'era il rivolo che ha generato la macchia stessa? Il professor Paolo Di Lazzaro, dell'Enea, vice presidente del centro internazionale di sindonologia, osserva che si è lavorato con sangue scoagulato, senza però considerare il contesto reale della crocefissionedi un uomo che non beveva da quasi due giorni, la cui pelle era sporca, sudata, quasi impregnata di polvere degli spasmi del moribondo e degli effetti che essi hanno sulla tensione della pelle. Insomma: una prospettiva di ricerca che per essere credibile ha bisogno di un contesto scientifico più ampio e sicuro.Francesca Maggi. Vigevano