Senza Titolo
Anna Ghezzi / PAVIADopo otto anni i ponteggi del cantiere che doveva riportare il vecchio santa Margherita di piazza Borromeo agli antichi splendori perdono i pezzi. E qualcuno nell'ultima settimana ha smontato e accatastato alcune assi a protezione degli ingressi per entrare nello stabile abbandonato dopo il fallimento della ditta. «Noi facciamo un sopralluogo ogni due settimane - spiega Luigi Bertoloni, direttore dell'Istituto vendite giudiziarie di Pavia, concessionario del ministero della Giustizia e custode giudiziario dell'immobile -. Abbiamo fatto decine di relazioni al magistrato. Nell'ultimo sopralluogo, il 6 luglio, abbiamo di nuovo registrato intrusioni notturne: troviamo resti di bivacchi ma non le persone». Sulla sicurezza, Bertoloni spiega: «Abbiamo già chiesto tre preventivi per la messa in sicurezza del cantiere sulla strada. Arriveranno a giorni». Ma quando c'è un fallimento di mezzo, il problema è sempre lo stesso: chi paga? Il Comune, nel frattempo, ha transennato tutto, di nuovo, e inviato una segnalazione al custode giudiziario. UN BUCO NERO IN CITTàL'ex S. Margherita è un edificio di 5.400 metri quadrati con un parco di 2mila metri quadri in pieno centro, tra piazza Borromeo e via Perelli. La Eleca spa di Cantù, la stessa che aggiustò il Pirellone dopo l'incidente aereo, aveva sbaragliato altre cinque offerenti e lo aveva acquistato nel 2006 dall'Azienda di servizi alla persona per 13 milioni e 120 mila euro. Un affare potenziale da oltre 20 milioni di euro che giustificava il rialzo sulla base d'asta, che era di 9 milioni. Qui, nell'ex ospedale geriatrico, dovevano nascere una sessantina di appartamenti, era previsto il recupero del parco ed erano iniziati gli scavi per realizzare un parcheggio interrato di due piani con un centinaio di box: 12 milioni di lavori per la prima parte, ne mancano altrettanti. Durante gli scavi erano stati rinvenuti resti medioevali e reperti archeologici. La data di fine lavori era il 5 settembre 2011 ma i lavori si sono fermati prima, nel 2010. E poi è arrivato il fallimento. niente aste fino al 2019L'ultima asta risale al novembre 2017, ma è andata ancora deserta nonostante il ribasso: il prezzo base era passato dagli 8 milioni e 700mila euro del giugno 2016 ai 6 milioni e 525mila di novembre.In vista di un ulteriore ribasso del 20%, la Banca popolare dell'Emilia Romagna, che aveva chiesto l'esproprio dell'edificio per recuperare i crediti, ha chiesto di sospendere la procedura fino al 5 ottobre 2019. «Nel frattempo - spiega Ilaria Sacchi, delegata dal tribunale alla vendita - c'è un problema di sicurezza da affrontare, ci sono segnalazioni di persone che entrano ed escono, sono state staccate assi e teloni». Ma chi è responsabile della la messa in sicurezza dell'edificio, ovvero, chi paga? «Dovrebbe essere il creditore procedente - spiega Bertoloni - ovvero chi ha promosso la procedura. E quindi la Banca popolare dell'Emilia. D'altronde quando si bloccano le procedure, ci sono conseguenze». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI