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BRONIL'ex direttore generale del Comune di Broni, Massimo Mangiarotti, ha vinto il primo round della causa intentata per la revoca dell'incarico nell'aprile 2016.LA SENTENZALo scorso 10 luglio, il giudice Donatella Oneto, della sezione lavoro e previdenza del tribunale di Pavia, ha giudicato illegittimi sia il provvedimento di revoca dell'incarico, assunto il 6 aprile 2016 dall'allora sindaco Luigi Paroni nei confronti di Mangiarotti, assistito dai legali Giorgio Pirovano e Carlo Andena, sia l'atto di «messa in disponibilità di dipendente comunale in esubero non collocato», assunto con delibera di giunta il 29 giugno 2016 dall'attuale sindaco Antonio Riviezzi. Il giudice, inoltre, ha condannato il Comune di Broni, assistito dagli avvocati Giuseppe Ferrari e Mariella Magnani, a riassegnare a Mangiarotti (dal 1°primo gennaio di quest'anno dirigente del Comune di Ventimiglia), l'incarico di direttore operativo o un altro ruolo equivalente a Broni e a corrispondergli le retribuzioni maturate dalla data della sua messa in disponibilità fino a quella del suo effettivo reintegro, per un importo di circa 4500 euro lordi mensili (120 mila euro in totale) oltre interessi; invece ha rigettato l'impugnativa delle sospensioni cautelari e delle sanzioni disciplinari comminate all'ex dg con provvedimenti del 27 gennaio e 25 maggio 2016. Il tribunale, infine, ha condannato la parte convenuta a rifondere la ricorrente delle spese legali, che ammontano a 7300 euro. LE REAZIONIEntro i prossimi 60 giorni il giudice depositerà le motivazioni della sentenza. Prudente il commento del sindaco Riviezzi: «Le sentenze sicuramente vanno rispettate - afferma il primo cittadino -. Prima di decidere come muoverci, però, dovremo leggere le motivazioni». Della questione ha parlato anche il capogruppo di minoranza di "Broni in testa", Cesare Ercole, durante il consiglio comunale di venerdì sera: «Vogliamo sapere quali sono le intenzioni del sindaco e come mai sia stato assunto un dirigente per poi sostenere dopo dieci anni che non servisse più - sostiene Ercole -. La verità è che in questa vicenda hanno vinto i personalismi e non i fatti oggettivi. A pagare sono i bromesi,visto che il Comune ha dovuto accantonare 300 mila euro per i contenziosi legali in corso, tra cui questo». --OLIVIERO MAGGI