Infarto in palestra, muore dopo sette mesi

di Adriano Agatti / PAVIASette mesi di cure intensive non sono bastati a salvargli la vita. Si è conclusa tragicamente la lotta per sopravvivere di Francesco Valentino, un oncologo che lavorava all'ospedale San Matteo e aveva 44 anni. Era ricoverato nel reparto di rianimazione da gennaio. Il medico lascia la moglie e due figlie, di sei e di undici anni.IL malore in palestra a S. MartinoIl calvario del medico è durato sette mesi trascorsi in ospedale senza mai riprendere conoscenza. All'inizio era stato ricoverato nel reparto di rianimazione prima, poi in rianimazione seconda dove è avvenuto il decesso. I colleghi hanno fatto di tutto per salvarlo ma le sue condizioni erano troppo gravi per una conclusione positiva della vicenda. Il calvario dell'oncologo era iniziato un freddo pomeriggio dello scorso mese di gennaio. Era nella solita palestra di San Martino per l'allenamento di crossfit.Il crossfit segue un programma di rafforzamento e condizionamento fisico pensato per aiutare le persone a conquistare un benessere completo. Tale programma si concentra su una serie di movimenti funzionali che cambiano costantemente, eseguiti ad alta intensità per raggiungere una prestanza fisica totale, e rendere le persone pronte a ogni genere di sfida fisica. Un esercizio quindi di un certo impegno al qual medico si dedicava da diverso tempo con grande entusiasmo.Francesco Valentino era stato colpito da un malore mentre si stava allenando. Era crollato al suolo e il titolare della palestra gli aveva prestato le prime cure, poi era stato chiesto l'intervento del personale del 118.I soccorsi erano stati rapidi e il medico era stato rianimato in palestra, caricato in ambulanza ed era stato trasferito al San Matteo in emodinamica. Le sue condizioni erano gravi ma non gravissime. Purtroppo in ospedale aveva accusato un arresto cardiaco. Era stato subito trasferito nel reparto di rianimazione per le terapie necessarie.Ma Francesco Valentino non si è più ripreso. Per la gravità delle condizioni era stato messo in ecmo, la macchina che permette la circolazione extracorporea cuore-polmoni. Ed era iniziato un calvario lungo sette mesi tra momenti di speranza e altri di disperazione. Sino a venerdì sera quando il cuore ha cessato definitivamente di battere. La salma oggi sarà trasferita a Cerignola, in provincia di Foggia la sua città di origine, dove saranno celebrati i funerali.Il dolore dei colleghi«Siamo sconvolti per questa tragedia - spiegano i colleghi del reparto di oncologia dell'ospedale San Matteo - per noi è una perdita molto grave. Francesco univa una grande sensibilità verso i pazienti ad una ottima capacità professionale. Purtroppo un destino crudele ce lo ha strappato troppo presto. Con il suo comportamento sia era conquistato la fiducia di tutti, sia colleghi che pazienti. È veramente una grave perdita per il nostro reparto» -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI