È crisi al Parco del Ticino Beltrami dà le dimissioni

Stefania Prato / PAVIASi dimettono il presidente del Parco del Ticino e tre dei quattro consiglieri del Consiglio di gestione. Il consigliere Fabrizio Fracassi, in quota Lega, per ora non firma quella che il documento definisce «la disponibilità alle dimissioni» da sottoporre a 47 Comuni, 2 Province (Pavia e Varese) e alla Città metropolitana di Milano. Che avranno anche il compito di decidere se l'attuale Consiglio dovrà continuare ad assicurare «l'ordinaria amministrazione e il disbrigo degli affari correnti fino all'insediamento del nuovo Consiglio».COMMISSARIAMENTO DA EVITAREL'obiettivo comune, al momento, sembra quello di evitare il commissariamento che avrebbe causato «danni irreparabili al territorio».A determinare la fine anticipata di un organismo, nominato nel 2012, scaduto nel 2017 e ora in proroga, in attesa della nuova legge regionale sui parchi che non verrà approvata prima del 2019, sono stati i conflitti interni al Consiglio. Una frattura tra presidente e alcuni consiglieri ormai era insanabile. Una distanza segnata «da una diversa visione del futuro del Parco».IL CONFLITTOSul banco degli imputati progetti come la Vigevano - Malpensa e la terza pista di Malpensa. «Sono solo alcuni degli interventi che hanno visto un atteggiamento favorevole del presidente. Che aveva detto «sì» alla Vigevano - Malpensa, per poi uniformarsi al parere negativo del Consiglio. Senza dimenticare che, nell'ultimo periodo, si è anche assistito ad atti di scavalco», sostiene il consigliere Luigi Duse, dallo scorso aprile in rotta di collisione con il presidente Gian Pietro Beltrami.Al punto che il presidente gli aveva anche tolto la vicepresidenza. «L'obiettivo - continua - dovrebbe invece essere la conservazione ambientale, piuttosto che la promozione di piccoli eventi territoriali. Perché lo sforzo deve andare nella direzione di tutelare il Parco più antico e più importante d'Italia». Che mancasse «una conversione di intenti» lo ammette anche il presidente Beltrami. Che poi spiega: «Ero d'accordo ad un ampliamento della Vigevano - Malpensa che, nelle ore di punta si trasforma in un imbuto, in modo da migliorare la viabilità. Mentre non avevo approvato il piano Anas che avrebbe determinato un eccessivo consumo di suolo. La nostra disponibilità alle dimissioni è stata data per consentire ai sindaci di decidere per il bene del Parco». Il documentoIl documento porta la firma del presidente Gian Pietro Beltrami, indicato dalla Regione e in quota all'Udc, e dei consiglieri Beatrice Bassi (Forza Italia), Luigi Duse e Maddalena Gibelli (entrambi Pd) che, si legge, «prendono atto della situazione che, negli ultimi mesi, si è venuta a creare all'interno dello stesso organo e della mancanza di fiducia reciproca tra presidente e maggioranza dei consiglieri che aveva determinato discussioni interne e pubbliche». Manca invece all'appello la firma di Fracassi, assente perché malato. «Non so cosa sia accaduto - dice il consigliere -. Vedremo che decideranno Comuni e Province. Nel frattempo continuerò a lavorare su alcuni progetti».Parco Lombardo della Valle del TicinoIl Parco dal 1974 ha salvato dall'aggressione edilizia migliaia di ettari di pianura padana. Si estende su una superficie di 93mila ettari. Un'area riconosciuta patrimonio dall'Unesco come riserva della biosfera, con 50 specie di fauna ritenute prioritarie, cioè che richiedono di essere tutelate. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI