«Voglio il Tour, ma Froome è favorito»
PARIGIIl Tour si avvicina e i big lanciano la sfida alla maglia gialla. Almeno a parole, si pedala già forte per avvicinarsi alla partenza della Grande boucle, prevista il 7 luglio dalla Vandea; l'epilogo come sempre sui Campi Elisi il 29.Sono tanti i motivi d'interesse. Il primo riguarda Chris Froome, vincitore per la prima volta del Giro d'Italia, che punterà alla doppietta, se non addirittura alla tripletta consecutiva, dopo avere trionfato nella Vuelta 2017, a settembre. Su quel successo, però, grava l'ombra del doping e, solo nelle prossime settimane, si potrà sciogliere il nodo legato alla positività dell'inglese al Salbutamolo. L'altro sale nella corsa arriva dalla Colombia, dove Nairo Quintana ha preparato l'ennesimo assalto al Tour che non è mai riuscito a far suo. C'è riuscito col Giro nel 2014, la Vuelta nel 2016, quest'anno ci riproverà con uno squadrone di scalatori (Mikel Landa) e grandi combattenti (Alejandro Valverde) ma soprattutto con la convinzione di potercela fare. «L'inizio della stagione è stato 'soft' - spiega Quintana, di ritorno dalla Colombia, dopo un lungo ritiro - però abbiamo fatto bene in tutte le gare. Dopo il Giro dei Paesi Baschi sono tornato in Colombia per allenarmi in altura, come faccio ogni volta che devo affrontare un grande giro. Prima di tornare a gareggiare in Svizzera ho lavorato tanto, simulando alcune situazioni che mi si presenteranno al Tour. Ho lavorato sulle salite lunghe e sulle cronometro. Era importante presentarsi al via senza avere troppi chilometri nelle gambe, visto che potremo pedalare a pieno regime da subito». L'obiettivo di Quintana e della Movistar è di vincere. «Il Tour è l'unico grande giro che non ho mai conquistato - osserva -. Abbiamo una grande squadra, ma dovremo essere compatti e molto attenti tatticamente. Froome e il Team Sky saranno gli avversari da battere, dopo di loro ci sono corridori con grosse chance, specialmente se riescono a superare la tappa con il pavè. Nel 2014 Nibali costruì il successo proprio sul pavè. I vari Porte, Bardet, Roglic sono avversari pericolosi. La nostra è una squadra forte, ci siamo io, Landa e Valverde, in passato abbiamo condiviso la leadership del team senza problemi».