Vienna "prova" i respingimenti

di Jeanne PeregowBERLINOAlla vigilia del semestre di guida del Consiglio europeo che inizierà il primo luglio, l'Austria ha condotto ieri a Spielfeld, al confine con la Slovenia, una grande esercitazione anti-migranti denominata "Pro Borders", il cui obbiettivo è stato anche quello di mandare un segnale forte alla Germania in cui il dibattito interno sul diritto d'asilo per i rifugiati rischia anche di portare alla rottura definitiva tra la Cdu di Angela Merkel e la Csu del suo ministro degli interni, il bavarese Horst Seehofer, sancendo la fine dello storico asse in vita dal 1948. In campo, sotto il controllo di elicotteri in volo, c'erano circa 500 agenti in tenuta antisommossa, 220 militari, cani addestrati e mezzi corazzati Pandur, che simulavano di dover fronteggiare al di là di un'alta recinzione un folto gruppo di migranti, in realtà attori scelti tra i cadetti di polizia. Tutto questo davanti agli occhi di giornalisti e fotografi cui sono stati riservati appositi spalti. L'esercitazione, organizzata dal ministro dell'Interno Herbert Kick, ha visto il debutto della nuova forza di polizia austriaca "Puma" che sarà esclusivamente dedicata alla protezione dei confini. In un'intervista con il quotidiano tedesco Bild, il vice-cancelliere austriaco Heinz-Christian Strache ha commentato la pratica sottolineando come il suo Paese voglia trovarsi pronto ad affrontare tutti i possibili sviluppi della crisi migratoria e come quanto si è visto a Spielfield chiarisca definitivamente a tutti che per quanto riguarda l'Austria non ci sarà più una perdita di controllo della situazione, come avvenne nel 2015 quando Angela Merkel adottò la politica della "porta aperta" per i rifugiati siriani. «Le ragioni di questa decisione - ha aggiunto Strache- derivano dalla discussione in corso sulla chiusura dei confini intra-europei, innescata dalla Germania, e dagli sviluppi sulle rotte dei rifugiati attraverso i Balcani». Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha rincarato la dose: «Saremo pronti e faremo tutto il necessario per difendere i nostri confini. Ciò significa mettere in sicurezza quelli al Brennero, ma anche gli altri». E ha aggiunto: «Ma io voglio andare avanti in un'ottica di collaborazione senza arrivare a tanto. Dobbiamo fare in modo che i migranti "illegali" non riescano più ad arrivare con successo nell'Unione Europea, così da evitare il dover creare una situazione di controlli dei confini intra-europei».L'appoggio alla politica austriaca arriva senza mezzi termini dal primo ministro del governo bavarese Markus Söder che, in vista delle elezioni di ottobre nel suo Land, in un'intervista ha detto: «Al mio comizio conclusivo non sarà presente una cancelliera federale, ma un cancelliere». Il riferimento a Kurz è chiaro e il messaggio ad Angela Merkel, con cui il suo partito è ai ferri corti, lo è altrettanto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA